Le strade di Firenze – IV

Marzo 26, 2008

PIAZZA DELLA PASSERA (Corriere Fiorentino di domenica 23 marzo 2008)

Durante uno di quei pomeriggi di primavera in cui Piazza Santo Spirito inizia a riempirsi di presenze indolenti, incontrai un vecchio dalla barba lunga. Pareva aveva voglia d’attaccar bottone, così presi l’iniziativa:
“Certo che Santo Spirito è la piazza più affascinante di Firenze.”
“Povero grullo,” rispose quello: “la più affascinante è un’altra. Vieni con me.”
Nonostante avessi l’impressione che dicesse così solo per fare il bastian contrario, presi a seguirne la camminata zoppa.
“Piazza della Passera è in un’altra dimensione,” disse. “Devi sapere che esistono portali che a volte collegano luoghi e mondi lontani. Ce ne sono rimasti pochi, ma qualcuno resiste ancora.”
“E come si entrerebbe, in questi ‘portali’?”, chiesi sprezzante.
“Dipende dalla via che prendi, ovviamente. Se passi da via Toscanella, partendo dallo Sdrucciolo de’Pitti e sotto alle sette mensole, allora scorgi i due canti di pietra scoperta che spuntano dall’intonaco giallo, e sei ad Arezzo o a Siena.
Se sempre da via Toscanella arrivi, ma sei partito da Borgo san Iacopo, ti accompagnano i tavolini di un caffè, altri li scorgi in piazza e davvero diventa Barcellona, uno di quegli angoli dove le ramblas divengono meno affollate, e mangiare le tapas non

è solo un rito da turisti.
Se invece ci arrivi da via dello Sprone venendo da via Guicciardini, la piazza si presenta con la facciata del suo palazzo meno bello: ti salutano due finestre cieche, un’antenna sorveglia quattro comignoli, e pensi di essere in qualche paese toscano minore, una Montevarchi, una Figline; poi si distende la piazzetta, e torni.
Arrivando via dei Sapiti trovi solo dubbi: gli archi in fondo dicono Lucca – ma mancano i mattoni – o Perugia – ma la strada è troppo in piano. Finisci per pensare di essere a Pisa, dalle parti dietro il Ponte di Mezzo.
Se ci arrivi da via dei Vellutini, le lanterne, basse e incombenti, fanno pensare addirittura a Londra.
Se infine arrivi ancora da Via dello Sprone, ma partendo da piazza Frescobaldi, il segno dell’Arno ti ricorda di essere a Firenze. Ma anche venendo da lì puoi rimaner giocato: spesso in piazza della Passera ci sono eventi e musiche e allora davvero sei sicuro che non sei qui ma in chissà quale città europea, di quelle che ci tengono a restar vitali al centro.”
Per non essere da meno del vecchio, volli spiegargli il perché del nome. Mi feci bello citando il Bargellini, evocai l’anno terribile del 1348. Raccontai di quando un gruppo di ragazzini trovarono una passera morente, e, aiutati dagli abitanti della piazza, tentarono invano di salvarla.
Il vecchio mi guardò scettico. Continuai:
“La passera morì, ma non fu per la fame,” ammonii. “Morì di peste, che da lì si propagò per tutta la città, causando 40.000 morti su 96.000 che erano gli abitanti.”
Stavamo entrando in piazza: il vecchio si grattò la barba come a chiedere se avessi finito, e mi disse:
“Povero credulone! Primo, quella leggenda viene da Siena – vai, vai, a Siena e chiedi della gazza! – e secondo… A Firenze chiamiamo così una piazza e credi che avessimo la testa ai pennuti o alle pestilenze? Sei sicuro di non esser tu, originario di Lucca, Montevarchi, Barcellona o Londra?”

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8 Risposte a “Le strade di Firenze – IV”

  1. tulli-x Dice:

    queste strade di firenze sono straordinarie, spero che ne farai un libro quando ce ne saranno abbastanza


  2. Considerando che ne faccio una a settimana, e che sono lunghe sulle tremila battute, se ne parla tra un annetto e mezzo o due ^_^

    (grazie pej complimenti)

  3. Kitiana Dice:

    veramente belli questi scorci fiorentini, migliorano di volta in volta

  4. plettrude Dice:

    uh che bello. sto in città da poco e le tue strade le adoro. poi piazza della passera, gli artigiani (e la cheesecake degli artigiani), e anche la tirpperia. bella davvero.

  5. Fra. Dice:

    Il pezzo è bello, Piazza della Passera invece a me non garba, sembra il manifesto del radical chic che in altre zone ha ammazzato la città (e che lì, comunque l’ammetto, la mantiene viva). Forse anche per l’aspetto camaleontico (un po’ da troia, si può dire) che la contraddistingue. Santo Spirito mi garba di più, fricchettoni aperitiviti a parte, ovvio.

  6. Liria Dice:

    Bellissima la tua rubrica, Vanni. Merita un libro.

  7. torino-milano Dice:

    belle, le apprezzo anche non consocendo firenze…

  8. kickaway Dice:

    facciamo uno scambio con toronto? ;)


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