Alessio
Aprile 30, 2008Se inviti una donna a cena a casa, fai la figura del vero handicappato ai fornelli e ciononostante concludi, puoi ben autoassegnarti svariati titoli onorifici, il mattino dopo, parlandoti allo specchio.
un blog di vanni santoni
Se inviti una donna a cena a casa, fai la figura del vero handicappato ai fornelli e ciononostante concludi, puoi ben autoassegnarti svariati titoli onorifici, il mattino dopo, parlandoti allo specchio.
Nel bDe ba can o nel mNon par dga’ ba o nel sTug po bkod pa o nel dGa Idan.
PIAZZA DEL CARMINE - “Per carità, la mia vita mi piace, ma se dovessi uscire per locali invece che lavorare, dovrei passare dall’EN allo Xanax. O al Serenase, forse.”
… E poi rientrò in casa correndo in tinello, in tinello, in tinello correndo, rientrò in casa correndo e in tinello trovò sua madre seduta al tavolo, come gelata; il volto normalmente dolcissimo era fisso - fisso - in un ghigno innaturale.
VIA RICASOLI (Corriere Fiorentino di domenica 27 aprile 2008)
Via Ricasoli è forse la strada dove il visitatore occasionale di Firenze trascorre più tempo: in coda, per entrare alla Galleria dell’Accademia e vedere il David. Nessuno ricorda granché di una via in cui è stato solo in coda. In via Ricasoli si aspetta. Nessuno si preoccupa di indagarne il nome, di scoprire che lo prende dai baroni Ricasoli da Brolio, il più celebre dei quali fu quel Bettino Ricasoli che non si tolse il cappello di fronte al Granduca Leopoldo II, e qualche anno più tardi fu il secondo presidente del consiglio del regno, dopo il Cavour. Nessuno esplora via Ricasoli, nessuno la gode. Si arriva, ci si mette in fila, si punta lo stretto accesso alla Galleria e la sua bacheca nera degli orari, fatta con i caratteri di plastica a incastro. Al massimo, dopo, si va nel negozio dove vendono la riproduzione del David – originale, nel senso: “originale del Giannelli” – oppure si ripiega per quella, più economica in quanto cinese,
Gli ultimi a mettere le scarpe da skate sono anche i primi a toglierle. Scontato, per carità, ma verrebbe lo stesso voglia di ficcarle la testa in un woofer e prenderla a calci nel suo culo stecco.
Dupre: “Lol! Teh party!”
Avatar: “Join?”
(personaggio precario illustrato da Jacopo Vecchio per Metromorfosi e - a onor di cronaca - suggerito da Francesco D’Isa in merito al rapporto Iacopo-Silene ne “Gli interessi in comune”)
Ha dato le chiavi del suo mondo interiore a una persona cattiva.
(Il personaggio illustrato può essere ammirato QUI)
STAZIONE DI ROVEZZANO - Diciannove anni; occhi neri, sottili; castana. Gemma ride poco e piange quasi mai. Apprezza la gentilezza ma odia la cordialità.
Lo sputasentenze occhialetto romano si rivende un’aneddotica da due lire credendola pure preziosa. L’amico grasso che annuisce seduto di fronte a lui gli scopa la moglie quasi ogni giorno. In effetti mentre quello spiega perché a San Gimignano ci sono tante torri, l’amico grasso sta già pensando a domani pomeriggio.
Le arrivano sms anonimi in cui è definita ottusa e ostile.
VIA DEI NERI - Un gruppo di ragazzi in gita scolastica fa casino sotto la finestra di Errico. Quello lascia cadere un libro dalla finestra, come a scacciarli. Sente il ciac del libro, discorsi, risate, poi silenzio. Errico si sporge. Ha funzionato, ma nessuno si è preso il libro, che è rimasto lì sul marciapiede. La cosa lo rattrista fino alle lacrime.
Lui e il padre, tutti impizzati all’aeroporto. Ma solo perché sono terrorizzati dal volo.
Heydrich: “Che s’ha a andare?”
Himmler: “Aspetta, non siamo mica tutti…”
Goebbels: “Come no. Noi tre, e di là ci sono Monociglio e il panzone.”
Speer: “E io, vu lo sapete, ‘un vengo.”
Himmler: “Eppure…”
Goebbels: “Eppure una sega. Via su, gnàmo.”
Himmler: “Boh… Comunque a me queste sagre di prodotti tipici m’hanno bell’e nauseato.”
Hess [entra dall'altra stanza e molla un nocchino a Himmler]: “Vamos giovani!”
Himmler: “Non farlo mai più.”
Hess: “Uh che faccia cattiva!”
Himmler: “Mai più.”
[ X - continua ]