Le strade di Firenze – VIII

Aprile 22, 2008

PIAZZA DELLE CURE (Corriere Fiorentino di domenica 20 aprile 2008)

Mi chiamo Eva, ho ventisei anni; vengo da Milano. Mi perdo sempre. E’ che sono proprio priva di senso dell’orientamento. Quando abitavo a Milano era un dramma. Se uscivo di casa potevano succedere due sole cose: o mi ritrovavo di fronte al mio liceo (l’unico percorso che in vita mia ero riuscita a memorizzare era diventato nella mia mente l’unico percorso possibile), oppure mi ritrovavo in posti assurdi come piazza Salgari o via Anacreonte; i punti di riferimento propri del tessuto urbano, su di me non avevano presa. A meno che un cantone, una chiesa, un palazzo non avesse una dignità artistica, un autore da tenere a mente, non lo avrei mai ricordato. Indicazioni quali “alla terza rotonda a destra,” “di fronte all’Esselunga”, “al secondo semaforo a sinistra,” per me non avevano alcun significato. A Milano, poi, i punti di riferimento artistici erano troppo sparsi: Il Duomo, Sant’Ambrogio, le Colonne di San Lorenzo non erano sufficienti. Mi aiutavano a volte i graffiti. Ce ne sono di belli, a Milano;


di una ventina avevo memorizzato autore e forma, e solo grazie ad essi riuscivo ad andare in facoltà, al lavoro, a fare acquisti.
Al secondo anno di università il mio problema si fece più acuto. Certo, avrei potuto iniziare a girare con una cartina, ma era comunque troppo.
Fu così che decisi di completare i miei studi a Firenze. Solo qui, dove il sublime è presente a ogni angolo, posso orientarmi serenamente. “Svolti alla Loggia dei Lanzi!” “Dopo Santo Spirito a sinistra!” “La seconda traversa dopo Orsammichele!” Queste sì che sono indicazioni.
Qualche giorno fa, però, dovetti spingermi fuori dalla cerchia dei Viali, addirittura oltre piazza Savonarola. Tremavo. Arrivai a destinazione prendendo come riferimento piazza Santissima Annunziata e continuando a diritto, ma al momento di andarmene fui perduta. Girai a casaccio per un po’, finchè non mi arenai in quella che seppi poi essere Piazza delle Cure. Una piazza come ce ne sarebbero almeno dieci, se Firenze fosse grande quanto Milano. Condomini, negozi. Una lingua di rotaie che la taglia in mezzo. Un’idea di mercato sotto a una tettoia di ferro; svincoli, traffico, cartelli. Ero nel panico.
Scesi le scalette del sottopassaggio, nella speranza di trovare un punto di riferimento al di là della ferrovia. Fu lì che accadde il miracolo. Là sotto, nel ventre di quella piazza così anonima, trovai pesci cibernetici, mastini tatuati, api mutanti, ragazze con le cuffie, orsetti psichedelici, koala fumatori, coniglietti postmoderni, e scritte, scritte, scritte. Non un solo angolo era privo di affreschi: una sistina contemporanea, inusuale in una città come Firenze, dove quando va bene il murale è una scritta che inneggia alla Fiorentina. In basso, sotto ogni opera, le firme degli autori. Presi un foglio e scrissi: Hyde, Ums, Elo, Spino, Irwin, ADR, Cruko, Puna, 5MOR, Kno, Roge, Jado, Ribes. Per tornare a casa dovetti prendere un taxi (”dove la porto?” “la prima via dopo Santa Maria del Carmine!”) ma da allora potei spingermi fino alle Cure, e anche un poco oltre.

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16 Risposte a “Le strade di Firenze – VIII”

  1. tranau Dice:

    peccato non poter andare a vedere… troppo lontana firenze

  2. Anonimo Dice:

    jado regna

  3. filippo Dice:

    jado di merda tagga il culo, sudiciume che imbratti Firenze con le tue cazzate.

  4. antonio Dice:

    jado stai rovinando Firenze con il tuo sudiciume. Spero che uno di quei proprietari della case che stai sporcando ti becchi e te ne dia Tante ma tnta dafarti passare la voglia.

  5. Kally Dice:

    Jado è un mito!

  6. fabio Dice:

    jado muori

  7. Fabio P. Dice:

    se prendo Jado lo metto all’asta su ebay, e lo faccio picchiare a chi offre di più…quando guarisce gli faccio imbiancare tutto con orecchie da asino e gente che lo lapida e poi lo chiudo in una gabbia a pulire il culo alle scimmie per 10 anni…e chi dice che è un mito, mi spieghi perchè questo idiota vigliacco debba rompere il cazzo ad altri che spendono soldi per rofare la facciata, tipo mia nonna che con 500 euro al mese di pensione, ha dovuto pagarne 1500 di quota condominiale per poi vedere dopo pochi giorni, vanificare tre mesi di pensione dal tag di quell’idiota…questa gente, per comprare queste case che il suddetto idiota tagga come fossero sue, lasciava le famiglie in Italia ed andava a lavorare per anni in miniera come il mio nonno…ho detto tutto,auguro al grande Jado ed ai suoi amici, di taggare tante miniere, durante la pausa pranzo, ed ai fenomeni tipo Anonimo e Kelly di trovare qualcuno che rovini loro qualcosa a cui tengono e che si sono guadagnati e meritati col sudore, anche se immagino che il massimo sforzo che abbia concepito questa gente finora, sia stato quello di chiedere i soldi al babbo e alla mamma… Un saluto a chi ama Firenze e la vorrebbe migliore, senza vederla sprofondare nella melma come sta facendo…

    • Simone Dice:

      D’accordo al 100%.

      Speriamo si rompa tutte e due le braccia almeno per un po’ lascia l’universo in pace.

      E’ un vero frustrato: in realtà andrebbe capito chi è perché è un vero soggetto interessante da mettere sui libri di psicopatologia.

  8. UNO Dice:

    Magari i problemi di firenze fossero i graffitari… è grazie a quelli come te, Fabio, che gli speculatori e i criminali veri prosperano.
    Personalmente mi fa più specie vedere il centro ridotto a una banca/vetrina che le tag di questo jado o di qualcun altro… SVEGLIA GONZI!

  9. Herdakat Dice:

    Fabio P. condivido la forma ma non la sostanza. …

  10. nervino Dice:

    io vorrei sapè come mai tutti questi valorosi che se la piglian coi graffiti non fanno lo stesso per le pubblicità

    mah

  11. Fabio P. Dice:

    Per fare pubblicità sulla facciata di casa mia o tua, devono chiedere un permesso al proprietario e pagare, oltre che al comune (cosa discutibile), un affitto al proprietario che mette a disposizione la facciata stessa, fondamentale sapere che se il proprietario non è interessato alla pubblicità semplicemente non la fa mettere.
    Ti sembra equa la formula nervino? <> Per quanto riguarda la pubblicità su spazi appositi per l’affissione, tali spazi esisterebbero anche per i writers, se fossero un minimo intelligenti da rispettare almeno la regola di non danneggiare ciò che non gli appartiene: in grandi città molto più aperte di Firenze, vengono messi a disposizione spazi, vengono assegnati ai writers progetti di riqualificazione urbana di zone degradate, vengono commissionati murales per risanare zone squallide. Quindi non discuto la qualità di molte opere dei graffitari (molte sono inguardabili ma molte sono davvero belle e se avessi soldi pagherei per averle) discuto il fatto di appropriarsi di spazi privati, regolarmente pagati. Ciò che è mio, decido io come deve essere. Se hai un bel quadro, disegno o graffito in casa tua, io non vengo a dipingerlo di bianco perchè mi ispira di più così, per questo, se la parete di casa mia è appena stata dipinta di bianco perchè io la preferisco così, è giusto che rimanga come io ho deciso di volerla.
    Per UNO, ho difeso speculatori e criminali?, ho detto che le forze dell’ordine devono combattere i graffitari come priorità? Ho detto che non esistono problemi più gravi? Nessuno lo ha detto, sarebbe bello che ognuno lo capisse da solo, chi non lo capisce è il vero gonzo, è difficile capire il rispetto verso gli altri?
    Ultima cosa, ho parlato di proprietà ma non venite a fare discorsi di capitalismo, di opere di rivolta, contestazione o banalità simili vecchie di 60 anni, ho parlato di questo semplicemente perchè non ho niente e non ho mai avuto niente di mio, nè una casa nè una parete di mia proprietà, e forse mai l’avrò. Forse è per questo che assegno un valore alle cose inanimate, all’arte, ed al rispetto, riflettete sul fatto che chi contesta ciò che penso o difende chi non rispetta, probabilmente ha una casa per ogni stagione e altre cose comprate a comando o ereditate dai genitori.
    Io sono un artista e sono orgoglioso di ritagliarmi i miei spazi con fatica e applicazione, comunicando e prendendo anche le porte in faccia, quando mi viene negato uno spazio per esporre, sono orgoglioso di proporre la mia arte e non di imporla, sono orgoglioso che chi vuole un mio quadro venga a chiedermelo, e chi non lo vuole non sia costretto a pagare migliaia di euro all’imbianchino per farlo togliere.
    Ora scusate ma, essendo un “valoroso” devo andare ad aiutare gli speculatori ed i criminali veri a prosperare.

  12. Fabio P. Dice:

    Svista:
    successivamente alla scritta
    “Ti sembra equa la formula nervino?” avevo omesso di scrivere la formula, eccola:

    <>

  13. Fabio P. Dice:

    Mi metti una schifezza sul mio muro, mi paghi un tot all’anno e quando non la voglio più vieni a togliermela e smetti di pagarmi

  14. Simone Dice:

    Jado testa di cazzo. Scrivi il tuo nome sul tuo buco del culo invece di ammorbare Firenze. Non c’è una cosa appena terminata che arrivi lui subito a sporcarla. Sei un frustrato di merda. Fatti curare da uno bravo.


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