VIA DI NOVOLI (Corriere Fiorentino di domenica 21 settembre 2008)
Mi dice un amico: “Vi viene facile, a voi che scrivete, trovare la poesia in San Miniato al Monte, nelle logge del pesce e del grano, o al Duomo, tra le curve e i fraseggi di Arnolfo, Giotto e Brunelleschi!”
“Avesse a andare, quel viziato del poeta,” continua lui protervo, “per la strada che portava da un lato a Peretola, Brozzi, Pistoia, dall’altro a Campi, Prato, e Lucca, addirittura.”
Ci sono andato: è una strada che comincia con uno di quei distributori dove capita, al mattino, di incrociare una vecchia laida in tuta, il trucco sfatto, reduce da chissà cosa, che impreca contro qualcuno che non c’è. Una zona, laggiù dove s’abbozza via di Novoli, dove la periferia non è più neanche un luogo, e un circolo ARCI è un’isola di ragione, nella schizofrenia dell’asfalto e dei cavalcavia.
Una strada dove
il chiosco del paninaro ha ancora la decorazione anni ’80, “all’americana,” dove chi esce a portar fuori il cane – ne incontro due – esce in ciabatte, “tanto, chi vuoi che incontri.” Via di Novoli. Ti volti e vedi dei cartelli gialli e minacciosi, con la sentinella stilizzata, che dicono “sorveglianza armata”: eppure, quanto contrastano col sonno remissivo dei palazzi dell’Istituto Geografico Militare!
Più giù, nell’angolo con via Baracchini, un glicine senza più le radici, o il fusto, continua ad abbracciare la sua rete: nero, forte di rigor mortis, la stringe ancora. E poi ancora cartelli gialli, altri cartelli militari sull’unico edificio storico in vista, la Villa degli Agli, una piccola fortezza merlata – da che si difende? – residuo di quando addirittura una torre, la famiglia degli Agli, vantava (in tempi, quelli sì, di sorveglianze armate). E poi vecchi edifici senza storia, ma solidi, condomini sette piani, figli del boom degli anni sessanta, ogni piano quattro terrazzi, ogni palazzo ventotto terrazzi, ognuno una tenda spessa di cotone, verde scura oppure blu.
Qualche passo dopo, sulla destra, la strada fa angolo con via Caduti di Cefalonia: là intorno lo sguardo abbraccia due agenzie interinali e una di prestiti, tre centri estetici, la TIM e la Wind: eccolo, il polso vero della periferia, di un’Italia che ovunque si fa periferia. Periferia generica, tra un Euronics, un’Esselunga e uno Starhotel (ma chi ci viene, a dormire qui, ci si chiede), uguali ovunque, e ancora il palazzo della Regione (ecco chi ci viene: i politici), ampio e dimesso, quasi bianco: Toscana, Lombardia o Puglia? Il dubbio viene.
A toglierlo ci pensa, fatto qualche passo la chiesa di San Donato in Polverosa (ché color terra asciutta erano le tuniche dei suoi agostiniani), una massa solida, severa, di pietra scura, angoli netti, aperture nessuna; un campanile che è una torre di guardia, da abbazia. Una chiesa romanica, abside affreschi e tutto, posta lì, in mezzo agli asfalti, alle polveri, agli eternit, tra agenzie e telefonìe, come a ricordare al passante, poco prima che gli tocchi fronteggiare il cubo e la ciminiera dell’ex stabilimento FIAT, che si trova pur sempre, comunque, a Firenze.
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Settembre 22, 2008 a 6:30 pm
Bel posto.
Settembre 22, 2008 a 6:38 pm
Ha il suo fascino, la mattina presto.
Settembre 24, 2008 a 7:30 am
Vedi, una delle prime scene de GIIC, quando loro (se non sbaglio, sono sommerso di scatoloni e non posso andarlo a ripescare), vengono a firenze e poi ci rimarranno tutta la notte, con i cugini di qualcuno, ecco, la prima scena che sono in un giardino urbano, me la sono immaginata proprio nel giardino che c’è all’inizio di via di novoli, tra via Forlanini e via Ferdinando Moggi Bonaventura. Sarà che lì vent’anni fa, quando avevo l’età, si mormorava che ci fosse giro…
Settembre 24, 2008 a 12:58 pm
Che belle che sono le tue periferie.
Settembre 24, 2008 a 4:02 pm
era l’ora che tu scendessi in periferia, li dove il politico lavora ma non alberga.
ps. t’avevi a scendere più in giù, dopo via Pratese; ti si apriva un mondo che sa di fritto e di occhi a mandorla…
Settembre 25, 2008 a 2:21 am
@Rocky: grazie ^_^
@Fra: è, in effetti, proprio quello lì. Sono commosso.
Settembre 25, 2008 a 8:52 am
Miiiiiiticoooo! Non credevo fosse possibile. Non ho il libro sotto mano ma mi pare che non ci fossero cenni, o perlomeno nulla di troppo chiaro (probabilmente gettavi uno sguardo sui palazzoni, non ricordo… ma non è che manchino i giardini circondati dai palazzoni). Porca puttana allora sei proprio uno scrittore!!!
Settembre 28, 2008 a 12:37 pm
bella via di novoli anche a me piace, lunga e triste la mattina