- Ecco, questo è davvero troppo! In casa mia, vieni a farmi queste cose!
- Enio, lascialo stare!
- Zitta te! Ora gli dò una lezione, che non se ne dimentica!
- Sei invitato a provarci, disse Pierluigi con una freddezza artefatta, e goffa.
Enio gli si lanciò addosso, rosso in viso e simile, nell’impeto, a una fiera; costui però lo lasciò fermo a metà slancio, centrandolo sul naso con un destro d’incontro.
- Quante sigarette hai fumato negli ultimi trent’anni?
Non si sarebbe detto che ci fosse ancora del sangue, nel corpo di Enio, che non fosse già affluito al volto: c’era. Paonazzo, reso folle dalla vergogna, si scagliò di nuovo sul suo bersaglio. Pierluigi si spostò con destrezza alla sua destra e, con una cattiveria che non ci si aspetterebbe da un nipote, lo colpì al fianco con un calcio poderosamente assestato. La punta dello stivale affondò nella ciccia: si sentì un brutto rumore, come una sorda rottura, e subito dopo il piede parve rimbalzare indietro con forza anche maggiore di quella con cui aveva colpito. Enio sboccò del sangue e cadde penosamente sulle ginocchia. Fu in quel momento che Rosaria lo colpì sulla nuca con il candelabro d’argento che da sempre stava a centro tavola. A Pierluigi tornarono in mente le partite a Cluedo che, bambino, giocava con gli zii su quello stesso tavolo; questo ricordo lo divertì per un attimo, poi i suoi pensieri andarono ad affiancarsi a quelli di Rosaria, già preoccupata di come farla franca.
Archivio per Gennaio, 2009
Pierluigi
Gennaio 31, 2009Ilaria
Gennaio 30, 2009Sempre più spesso esce di casa la notte, a bagnarsi degli odori della città muta; mette a volte la sveglia due ore prima di quel che serve, per bearsi di avere ancora sonno da vivere; canta, spesso, quando vaga tra una stanza e l’altra della casa, senza saper che fare ma contenta.
Davide
Gennaio 30, 2009- Hey, wow, ma, tipo, quando ti svegli, non fa troppo strano trovarsi accanto quella specie di poiana?
Ottavio
Gennaio 30, 2009Uno di quei cretini che “io odio perdere il controllo”, e che sarebbero meno cretini se qualche volta lo avessero perso per benino.
Valeriana
Gennaio 30, 2009- Una delle cose più prodigiose del corpo umano è che si adatta così rapidamente ai cambiamenti…
- Infatti io fui velocissima a sviluppare i tumori.
Lidia
Gennaio 28, 2009Eccole là, sul treno. Pantaloni della tuta e maglioncini e anellini col diamantino e borsate di appunti di medicina e un velo di fondotinta. Come non parlare di capodanno, come non dire che con Marco hanno fatto una cena, che anche con Paolo han fatto una cena. Lidia poi che si consola, a veder che forse Sara è più irrancidita di lei.
Iacopo
Gennaio 28, 2009- Dev’essere destino, sai, che mi ricapitino, dal tuo punto di vista stavolta, tutti i miei inghippi, tutto quello che ti ho fatto…
- Non sapevo che avessi un cane. Chi te l’ha ucciso?
- Guarda che quello non ero stato io! E comunque parlavo di prima!
[si guardano storti e ordinano un'altra bevuta]
comunicazione di servizio
Gennaio 27, 2009A pochi giorni dal lavoro di Linh Dinh (Personaggi precari in inglese) arriva anche la traduzione in francese, grazie alla penna di Cléo Schweyer.
In attesa del testo completo, un ottimo assaggio può essere letto QUI.
Le strade di Firenze – XL
Gennaio 27, 2009PIAZZA SAN MARCO (Corriere Fiorentino di domenica 25 gennaio 2009)
Questa piazza, che fino al ‘700 era poco più che una landa brulla, con la chiesa priva di facciata, e terra battuta tutto intorno, fu probabilmente il primo dato topografico che noi ragazzi della provincia memorizzammo di Firenze: c’era infatti qui, nei primissimi anni ’90, una valida sala giochi, e qui dodicenni venivamo il pomeriggio col treno, ai tempi in cui una partita costava ancora duecento lire, e se avevi cinquemila lire in tasca voleva dire fare sera. Certo, prendevamo il treno per Firenze di nascosto: giravano voci che la sala giochi fosse malfamata, ma noi non ci accorgemmo mai di nulla. Era forse possibile accorgersi di qualcosa se si era impegnati in una partita a Golden Axe?
Più tardi, chiusa la sala, piazza San Marco, per la sola ragione di essere il primo luogo a me noto, restò un punto di riferimento, un centro ideale attorno al quale si irraggiava la città. E già la piazza stessa non mancava di attrattive: durante gli anni del liceo, anni in cui già si veniva a Firenze per comprare le scarpe e perdersi nei primi riti dello shopping, dalla piazza potevi
Amedeo
Gennaio 26, 2009Un errore sarebbe stato prendersi, a quell’età, una donna già frustrata. E lo fece.
Ludovico
Gennaio 25, 2009- Ascoltare musica? Non riuscirei a controllare le visioni.
Carlo
Gennaio 25, 2009“Non ho poteri, e non so niente.”
Selena
Gennaio 24, 2009La reginetta delle logiche residuali.


