Le strade di Firenze – LIV

Maggio 16, 2009

VIA PISANA (Corriere Fiorentino di domenica 10 maggio 2009)

Via Pisana è la più antica tra le vie che escono da Firenze per distendersi verso est; un tempo, già fuori dalla porta San Frediano, era via di campagna – qualcuno ne ricorderà l’immagine in certi quadri del macchiaiolo Tommasi – e correva lungo borghi, campi, cascine, ville isolate e piccoli agglomerati. La si percorreva nei due sensi, ma di fatto era una via per uscire dalla città, e spesso non per gite di piacere: via Pisana si contende con via Senese il titolo di strada più percorsa dal vermiglio carroccio di guerra, che in tempi di mura integre quasi ad ogni primavera metteva fuori le antenne bellicose, recanti l’arme del Comune.
Oggi, a causa del senso unico di marcia che le è stato imposto, via Pisana è una sorta di Antiarno, un fiume di auto e motorini che scorre parallelo all’originale, ma in senso inverso, e si frange sulla Porta di San Frediano. Un fiume che lega Signa e Casellina, Ponte a Greve, San Quirico e Legnaia fino a Monticelli, al Pignone e infine al centro. Lo si può risalire, questo fiume, col piglio degli esploratori che cercavano le sorgenti del Nilo, e scoprire in esso una moltitudine di caratteri. Passata la porta si presenta come uno slargo, un respiro della città. Si fa nero e immondo di gas laddove affluenti come via Giovanni della Casa rendono il fiume più ampio e movimentato; irreale all’altezza di Villa Strozzi, dove


il giallorosso artificiale del distributore Shell si staglia sul verde del parco in altro, come un gigantesco Playmobil; autentico dalla fine del muro in poi, quando la strada diviene più stretta e curva, coi lampioni che a volte sbucano dalle case, perché non c’è posto per i fusti. Dall’incrocio con via Fra’ Diamante, via Pisana è addirittura una strada di paese, si acquieta tra negozi di fiori, ottiche, officine e immobiliarie; risalendo ancora, si incontrano alimentari, pescherie e tappezzerie, e allo stesso modo in cui vicino alle sorgenti di un fiume l’acqua è più chiara, qui il carattere della via è massimamente placido (all’altezza di via di Scandicci si possono contare anche due minuti interi senza il passaggio di un mezzo a motore). Pochi passi ancora, e questa placidità sfocia quasi nel sogno: subito prima di via di Legnaia, via Pisana sembra quasi Portogallo. Le case gialle, quelle ribassate, l’emporio che espone merci da località di mare, bocce pattini palloni, e sopra ogni cosa il campanile quadrato, ottocentesco, di sant’Angelo a Legnaia, ricordano certi paesini dell’Alentejo: addirittura da uno slargo si scorge un giardino coi lavatoi in pietra. L’incanto è tuttavia breve: allo svincolo di piazza Pier della Francesca si intuiscono via Baccio e viale Etruria, e anche via Pisana, prima di gettarsi fuori da Firenze, verso est, torna città.

Una Risposta a “Le strade di Firenze – LIV”


  1. Nota: i devastanti lavori del Grande Romanzo Aperto SIC minano la possibilità di aggiornare regolarmente il blog -_-


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