Archivio per giugno, 2009

Le strade di Firenze – LVIII

giugno 9, 2009

VIA DEI SERRAGLI (Corriere Fiorentino di domenica 7 giugno 2009)

Via dei Serragli, la lunga strada che corre dal Ponte alla Carraia a Porta Romana, è quasi un corridoio, o un tunnel: stretta e alta, coi muri a piombo e quindi ombrosa, e dritta, come si confà a una via che fu tracciata tra i campi, in un sol getto – compone infatti con via Romana uno dei più chiari esempi di “grande forca”, quelle doppie vie che nell’urbanistica medievale si dipartivano dalle porte cittadine verso l’interno – pare passare sotto l’Oltrarno, più che attraverso; il relativo silenzio della zona qui è amplificato dalla presenza di due giardini ai fianchi (Torrigiani e Boboli) che attutiscono il suono della città là fuori; al Serumido l’impressione è rinforzata allorché la via passa tra due fronti di mura, lisce e mute.
All’imbocco, da poco ripavimentata, via dei Serragli fa come una cunetta, pare un altro ponte, subito dopo quello alla Carraia, quasi ci fosse un secondo Arno parallelo al primo, e nella prima parte – segno che ogni tanto qualcuna giusta il Comune la fa – porta la sana misura dei piloncini di ferro, a impedire ogni parcheggio a bordo strada.
Se di giorno è pacifica – si vedono turisti a piedi e fiorentini persi nei loro traffici, specie

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Belisario

giugno 7, 2009

Questo vecchio balengo è convinto che basti essere sudamericano e sopra i cinquant’anni per esser non solo saggio, ma anche legittimato a devastare le palle alla gente sul treno con motteggi degni di un Coelho colto da Alzheimer.

Rosa

giugno 7, 2009

La sua felicità è sempre esattamente pari a quanto può farla notare.

Alessio

giugno 7, 2009

Piano piano uno fa i conti con tutto e diviene una persona dignitosa.

Paola

giugno 6, 2009

E fu così che Paola, quando Rinaldo pronunciò le parole “è che non mi sento amato” schizzò un fiotto teso di vomito verde. Poi, scoppiò a ridere sfrenatamente.

Francine

giugno 6, 2009

(personaggio precario inviato da Ciumeo e lievemente editato)

Si è autoconvinta che la frase “Un buon libro comincia dalla copertina e finisce con l’ultima parola”, che si è inventata e sta mettendo in giro, prenderà piede molto rapidamente.

Le strade di Firenze – LVII

giugno 4, 2009

ARCO DI SAN PIERINO (Corriere Fiorentino di domenica 31 maggio 2009)

Maggio 2009, sotto la volta: due relitti, cinquant’anni il primo, venti il secondo, corrono da una ragazza sciupata, sbrecciata, scossa; portano un cellulare.
- Parlaci te!
E ci parla. Il cellulare perde il segnale. La tipa digrigna una bestemmia, i due la guardano, derelitti.
- Ha detto qualcosa?
- Dice che arriva.
Sei occhi morti fissano il vuoto. Ma arriva, il contatto. Bianco di cencio, spilli per pupille; sorride, quasi geme. La tipa lo abbraccia, i due relitti gioiscono. Tutti dietro al contatto di vicolo in vicolo, gli occhi lustri in viva processione.*

Da non confondere con l’arco residuo della chiesa di san Pier Maggiore, l’arco di san Pierino è quel passaggio lungo e antico, in conci di pietraforte a vista, che collega piazza san Pier Maggiore con via dell’Oriuolo; pare sia un resto delle antiche mura, quelle realizzate tra il 1173 e il 1175, che qui giravano verso sud. Non ha mai goduto di buona fama, se già il Cicognani diceva: “Le botteghe della volta alitano di droghe rinchiuse, di salumi che ribollono, di vino corrotto… e il miscuglio stagna con l’esalar del migliaccio e della pattona… e c’è, sotto

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Marilisa

giugno 2, 2009

- Durare, comunque, non durò.
- Va bene; ma che ci vedesti, poi, in quel nano?
- Era un nano, sì, ma il nano delle miniere di vino.

Fernando

giugno 2, 2009

(oldie goldie di giugno)

Fernando si è innamorato di una ragazza con gli occhi blu. Innamorato, non infatuato, che le mezze misure non sa cosa siano. Coraggiosamente salta a piè pari il trito rito degli SMS ed eroico fallisce.

comunicazione di servizio

giugno 2, 2009

Loredana Lipperini mi intervista su Internet e libri, QUI.

Elia

giugno 1, 2009

(personaggio precario inviato da livefast e lievemente editato)

Nove anni, sguardo attento, guance rubizze, Nintendo DS nella tasca frontale della salopette; il fatto che “sempreverde” in inglese non si dica “alwaysgreen” lo lascia estremamente perplesso.

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