VIA D’ARDIGLIONE (Corriere Fiorentino di domenica 20 settembre)
Mi trovai a dover raggiungere per la prima volta via d’Ardiglione una sera di primavera del 2006; vi si svolgeva la presentazione di un libro e sapevo solo che la strada era “vicino a piazza del Carmine”. Nessuno dei passanti che incontrai nei dintorni sapeva dove fosse, e alla fine per trovarla mi toccò battere il quartiere strada per strada, come in un rastrellamento; la trovai infine, silenziosa e deserta, entrando da via santa Monica.
Ci torno oggi a colpo sicuro, forte di una pagina stampata da Google maps. Entro da borgo la Stella e la guardo, dritta, perpendicolare al borgo, passare lunga sotto un arco fino a un portone che la chiude.
“La gente mi disgusta” dice un graffito alla mia sinistra, coperto da una vernice troppo fina per nasconderlo. Sei venuto nel posto giusto, verrebbe da rispondergli: in via d’Ardiglione, infatti, alle dodici di un sabato di settembre come in una sera di primavera, non c’è nessuno, solo un artigiano, sulla strada, che dipinge persiane.
La percorro piano, come ad aspettare altra gente. Non incrocio che



