- E allora, com’erano questi famosi “suoi amici”?
- Ma. Strani.
- Sei sempre la solita… Sentiamo, che cos’avrebbero di tanto strano?
- Si incontrano nottetempo per venerare un serpente di sterco.
Archivio per novembre, 2009
Fiammetta
novembre 29, 2009Louisita
novembre 26, 2009- Sfiguralo! SFIGURALO!
Le strade di Firenze – LXXII
novembre 26, 2009PIAZZA SAN PANCRAZIO (Corriere Fiorentino di domenica 22 novembre 2009)
Là dove via della Spada incrocia via dei Federighi, in quell’incrocio non perfettamente perpendicolare si forma piazza San Pancrazio; uno slargo mimore, certo, ma riparato, e quieto, dove era bello da studenti fermarsi a mangiare il falafel di Amon o le lasagne della rosticceria la Spada, seduti sugli scalini di quella che fu la chiesa intitolata al santo omonimo. Faccio lo stesso oggi (non ci sono le lasagne, così ripiego sulla pasta al ragù): dal monastero della chiesa, da tempo adibito a circolo ufficiali in congedo, esce quello che è presumibilmente un ufficiale in congedo e mi saluta con un “buon appetito”; ai tavolini di un bar gestito da donne si rilassano turisti appena arrivati in città (lo capisco dalle valigie, con ancora le fascette verdi del check-in); passano poche persone, e nessuna automobile. L’atmosfera, nonostante la vicinanza dello shopping feroce di via Tornabuoni, è placida, e seduto su quelle scale mi sento protetto dai due leoni della chiesa, che sempre avevo ritenuto consumati nella loro roccia debole dal tempo e dalla pioggia (scopro che
Elisio
novembre 24, 2009“Mi chiamo Elisio Pacinotti, ho quindici anni e credo che la cosa più importante, nella vita, sia il vigore.”
Cecilia
novembre 24, 2009Una lasciata, l’altra mai presa, vennero balorde nella città (non troppo) vicina; l’idea tacita era di farsi trombare da un qualche fenomeno preso a caso (l’idea di Cecilia, soprattutto, che da troppo tempo Adele non si accoppiava con qualcuno che non fosse arcinoto, e aveva sviluppato certe involontarie e tenaci ritrosìe), ma fallì, purtroppo, ché quando Francesco (Francesco che, con due amici, le aveva incontrate per caso, e loro si erano fatte intortare, e quelli le avevano portate in un locale bellino, di quelli che conoscono loro, che sono della città) dopo lunghe bevute e futili chiacchiere, al momento, insomma, in cui ci si stacca dal gruppo, per tema di non aver le forze adeguate all’atto, con tutto quel bere (lui che non aveva mangiato, lui che era uscito tardi di lavoro) ordinò al banchetto sulla via un kebab, e lei allora pure, ed entrambi ebbero cura di chiedere che fosse senza cipolla, il gioco allora, presenti ancora tutti gli altri, si fece smaccato, e forzato, e in quell’odore apodittico e improvviso di carne grassa marinata nel latte e arrostita (e cipolle) lui non poté non pensare che quegli zigomi, e quegli omeri, erano davvero molto aguzzi, né lei evitare di porsi il ragionevole problema di dove lasciare Adele, di come ritrovarsi dopo, e di tutti gli sbattimenti correlati.
Leonna
novembre 23, 2009“Della gente, guarda…”
Sigmar
novembre 23, 2009Ho conosciuto molti piaceri,
e spesso: sono cose insomma
con cui ho dimestichezza;
ora “pratico” come si suol dire (preoccupati)
“l’autolesionismo”.
Come un animale in gabbia si morde
mi taglio le braccia: come una ragazzina!
E se fossero le ragazzine, e non i bambini,
ad avere ragione, a poter dire
che in realtà questo o quello è nudo?
Hermann
novembre 21, 2009Purtroppo il potere non si trasmette per contatto.
Le strade di Firenze – LXXI
novembre 21, 2009VIA DELLE CASINE (Corriere Fiorentino di domenica 15 novembre 2009)
È via delle Casine, per posizione, direzione e carattere, una delle vie più invisibili di Firenze, e sì che misura quattrocento metri. Non è facile anche solo accorgersi della sua esistenza: da via Ghibellina l’accesso è un gomito tanto stretto da farla sembrare solo una rientranza, o una nicchia, ma basta entrarvi e superare gli sbuffi di glicine dei primi muri per vederla correre silenziosa, in un suo verso diagonale, in spregio agli angoli retti della zona, verso parti ignote della città.
Qui un tempo vivevano i poveri pescatori dell’Arno e gli scavatori di rena, come Caco, padre del Metello pratoliniano; è dalle loro case, piccole e umide, che la strada prende il nome. Mi chiedo se le “casine” possano esser state quelle che incontro subito, case ormai rimesse e belle, ma caratterizzate da finestre basse e quadrate, che si buttano sulla strada, una dopo l’altra.
Cammino, scoprendo una via silenziosa, oltre che invisibile, una via di solitudini: supero portoni muti, l’istituto Montedomini, casa di riposo, e l’angolo dove fu ammazzato l’agente di polizia Fausto Dionisi; dopo i muri umidi di via dei Conciatori lo scorcio è
Paolo
novembre 19, 2009Afflitto da un’atroce sfortuna, si è comprato un bastone da passeggio sperando che, in qualche modo poco chiaro anche a lui stesso, lo aiuti.
Lorenza
novembre 18, 2009No, mettere nel titolo della tua tesi sul web 2.0 delle “@” al posto delle “a” non ti render@’ più modern@ e simp@tic@.
comunicazione di servizio
novembre 17, 2009Venerdì 20 novembre, Padiglione esterno del Palazzo San Niccolò, via Roma 56, Siena.
Mediterraneo e Oriente
Ore 17.00: i Wu Ming presentano “Altai” (Einaudi).
Ore 18.30: Marco Rovelli presenta “Servi. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro” (Feltrinelli).
Ore 21.30: reading di Scrittori Precari & Vanni Santoni.
a cura di Massimiliano Coviello, Dimitri Chimenti e Francesco Zucconi.
Elena
novembre 16, 2009Si fa uno strano make-up e poi si uccide.
Erminio
novembre 16, 2009“Ah, ma gliela faccio vedere io!”
[qualcun altro si prepari a ricevere una merda di gatto tramite pacco celere]



