VIALE FILIPPO STROZZI (Corriere Fiorentino di domenica 1 novembre 2009)
Giungo alla Fortezza di San Giovanni Battista, altrimenti nota come “da basso”, che è sera; dopo le folle del festival che vi si è svolto due settimane fa, ora la Fortezza è muta testimone di grandi cambiamenti nella viabilità, frutto della pedonalizzazione di piazza Duomo. Come sempre mi capita, abitando in centro, vi arrivo da via del Pratello Orsini, silenziosa di uffici e caserme, per poi sbucare in viale Filippo Strozzi, mai povero di traffico, superando una nota bottega di fotografia, che deve esercitare una particolare fascinazione nei fiorentini, poiché fin dai tempi della mia prima fidanzata cittadina, il punto in cui ritrovarsi, se c’è da spostarsi in macchina, è stato sempre e solo “davanti a i’ffontani”. A quei tempi mi piazzavo ad aspettare su un basso triangolo di cemento, e guardavo il traffico – attività che ai tempi della famigerata “ovonda” era particolarmente sadica – o mi perdevo tra le bugne a punta di diamante e a palla schiacciata della Fortezza, pensando alla vita dei soldati in quel castello che non vide mai un assedio, forse grazie alla cabala, poiché fu un frate carmelitano, noto astrologo, a sceglierne tratti e posizione (il disegno della pianta, invece, avrebbe dovuto farlo Michelangelo, che tuttavia si rifiutò; lo eseguì allora Antonio da Sangallo, ma il Duca Alessandro non riusciva a interpretarlo, così venne realizzato un modellino in legno e l’opera venne



