Archivio per gennaio, 2010

Claudio

gennaio 30, 2010

“È qui per il dermatologo?”, gli chiese una signora alla sua sinistra.
“No.”
“Ah bene perché sa, avevo l’appuntamento alle quattro e un quarto e ancora non mi ha chiamata.”
Claudio non le rispose e squadrò gli altri presenti; nessuno pareva particolarmente afflitto. Un’infermiera uscì da una delle porte:
“Collura.”
Si alzò un uomo sui sessantacinque, alto, con tre rughe parallele sulla fronte. Claudio intercettò la donna:
“Scusi, sta chiamando per la dottoressa Marcheselli?”
“Si. Lei è?”
“Rotesi.”
“Dopo il signore tocca a lei.”
L’uomo con le tre rughe guardò Claudio per quasi un secondo, poi si indirizzò verso lo studio. Sul tavolo da fumo in mezzo alla sala c’erano due Oggi, un Quattroruote, un Espresso e varie riviste di gossip. Claudio scelse un Oggi. La signora alla sua sinistra sbuffò cercando un po’ di attenzione, che lui non le diede.

Renato

gennaio 30, 2010

Ti followa così lo followi e poi ti defollowa.

comunicazione di servizio

gennaio 27, 2010

Giovedì 28 gennaio 2010 alle 22, presso l’Associazione Culturale Simposio, in via dei Latini 11 (angolo via Ernici), San Lorenzo, Roma, reading di Scrittori Precari. Ospiti, Peppe Fiore e Vanni Santoni.

Le strade di Firenze – LXXX

gennaio 27, 2010

VIA DELLE TERME (Corriere Fiorentino di domenica 24 gennaio 2010)

Nella puntata di domenica scorsa, dedicata a piazza dei Peruzzi, ho fatto menzione dell’antico anfiteatro romano, il cui profilo è ripreso dal profilo di un palazzo della piazza; mi scrive oggi un attento lettore che ogni città romana, oltre all’anfiteatro, aveva obbligatoriamente campidoglio, teatro e terme, e mi chiede: “dove sarebbero dunque gli altri tre monumenti?”
Innanzitutto, è bene ricordare che a Firenze, pur “figlia e fattura di Roma”, non è rimasta traccia di nessuno di essi; tuttavia, se ne può trovare traccia nella forma delle strade o delle piazze, come nel caso di piazza dei Peruzzi, o almeno nei toponimi: è il caso di via delle Terme (e di via del Capidoglio, per rispondere alla domanda; il teatro, invece, si trovava tra Palazzo Vecchio e Palazzo Gondi). Questa strada stretta e curva, situata tra via Por Santa Maria e piazza Santa Trinita, mi fu sconosciuta fin a quando mi spinsi nella zona proprio in virtù questa rubrica, per “coprire” borgo Santi Apostoli, sua parallela; allora mi colpì il fruttivendolo, i molti ristoranti, che parevano più testimonianza di un’era di

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Alberigo

gennaio 25, 2010

Come i vitelli.

Lucinda

gennaio 25, 2010

Più che l’affetto, sono finiti i modi per esprimerlo.

Ciala

gennaio 25, 2010

(Moreno Cialini) “Diciamo le cose come stanno: a quei marusa che stan sempre lì ad aspettarci al freddo, di notte, bisognerebbe fargli un monumento!”

Alda

gennaio 25, 2010

“Lanci un urlo quando ha finito.”

Biagio

gennaio 25, 2010

Morto il punk, resta la bestia.

Le strade di Firenze – LXXIX

gennaio 19, 2010

PIAZZA DEI PERUZZI (Corriere Fiorentino di domenica 17 gennaio 2010)

Una caratteristica fondamentale di Firenze che il visitatore occasionale ignora – o meglio, che ignorava, prima dell’avvento di Google maps e del suo occhio satellitare – è l’essere simile a un’ametista, con più tesori dentro che fuori: una città di chiostri, corti, piazzette, pozzi, giardini interni; a volte questo carattere – normalmente visibile solo visitando i campanili o le torri cittadine – può essere percepito anche in piazze oggi aperte e trafficate.
Piazza dei Peruzzi è una di queste: nel tredicesimo secolo tutta la zona era ad appannaggio dei ricchi banchieri omonimi, con la torre dei Peruzzi e l’Arco dei Peruzzi a darle l’aspetto di un cortile fortificato e arricchito dalla Loggia, poi distrutta nel 1772 per farne un vespasiano. Questa piazza era dunque una corte interna, circondata da mura in un efficace sistema difensivo, di cui l’arco era il cancello principale. Secondo il Vasari, Paolo Uccello ne aveva affrescato il lato interno con quattro animali, ciascuno simboleggiante un elemento naturale: una talpa per la terra, un pesce per l’acqua, una salamandra per il fuoco e un camaleonte per l’aria. Non avendo però mai visto tale animale, nel dipingerlo l’artista avrebbe disegnato

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Francesca

gennaio 18, 2010

Scoprire che anche Burroughs non aveva capito minimamente cosa fosse l’Immacolata Concezione (e quindi neanche Ginsberg e Kerouac che quel libro avevano ricomposto) la rassicura un poco.

Dino

gennaio 18, 2010

Sta a caccia, Dino. Una domenica di gennaio, i boschi dell’Umbria meridionale, tagliati dalla ferrovia. Per l’ennesima volta vede passare il treno: “sai cosa? Stavolta gli sparo davvero,” pensa, e fa fuoco.

Greta

gennaio 18, 2010

“Un’altra sera un’altra cena a dir le solite cacate a decidere se scopamme questo fesso qua – che poi ho già deciso: dàmogliela, un’occasione, no? – … oh ma che sta a dì? Ah robe de Internet… Sìssì, Twitter, eh certo… Buah… Speriamo che nun sia contaggioso, quell’eritema là…”

Marlene

gennaio 15, 2010

Responsabile marketing di un’azienda di accessori molto forte su almeno cinque mercati; due figli, entrambi alla scuola pubblica, che quelle private “son covi di tossici”; una volta l’anno si vede con un amante dei tempi dell’università, e una volta la settimana con quelli della sua associazione di promozione culturale, per la quale realizza (e stampa dall’ufficio) i flyer, utilizzando impunemente il Comic Sans.

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