Le strade di Firenze – LXXIX

gennaio 19, 2010

PIAZZA DEI PERUZZI (Corriere Fiorentino di domenica 17 gennaio 2010)

Una caratteristica fondamentale di Firenze che il visitatore occasionale ignora – o meglio, che ignorava, prima dell’avvento di Google maps e del suo occhio satellitare – è l’essere simile a un’ametista, con più tesori dentro che fuori: una città di chiostri, corti, piazzette, pozzi, giardini interni; a volte questo carattere – normalmente visibile solo visitando i campanili o le torri cittadine – può essere percepito anche in piazze oggi aperte e trafficate.
Piazza dei Peruzzi è una di queste: nel tredicesimo secolo tutta la zona era ad appannaggio dei ricchi banchieri omonimi, con la torre dei Peruzzi e l’Arco dei Peruzzi a darle l’aspetto di un cortile fortificato e arricchito dalla Loggia, poi distrutta nel 1772 per farne un vespasiano. Questa piazza era dunque una corte interna, circondata da mura in un efficace sistema difensivo, di cui l’arco era il cancello principale. Secondo il Vasari, Paolo Uccello ne aveva affrescato il lato interno con quattro animali, ciascuno simboleggiante un elemento naturale: una talpa per la terra, un pesce per l’acqua, una salamandra per il fuoco e un camaleonte per l’aria. Non avendo però mai visto tale animale, nel dipingerlo l’artista avrebbe disegnato


qualcosa di simile a un cammello (oggi purtroppo gli affreschi sono scomparsi).
I Peruzzi diedero al governo della città 10 gonfalonieri e 54 priori, ma nel 1339 l’insolvenza del re d’Inghilterra Edoardo III al quale avevano prestato un milione e settantacinquemila fiorini (convertendo alla valuta attuale i calcoli fatti dal Bargellini negli anni ’70, si può stimare qualcosa come seicento milioni di euro), diede inizio al declino della famiglia, che mantenne solo il palazzo, la cui più notevole particolarità è proprio il lato sul retro, ovvero sulla piazza, che segue il profilo ellittico dell’antico anfiteatro romano.
L’intera piazza coi suoi edifici rischiò di essere demolita durante i lavori di risanamento della seconda metà dell’Ottocento, per costruire un viale tra piazza della Signoria e piazza Santa Croce, ma per fortuna il progetto non venne mai realizzato. Fortuna poco onorata, visto che la piazza non può certo dirsi oggi valorizzata, e pare anzi aver seguito la famiglia che le dà il nome in un inevitabile declino: non vista, tra borgo de’ Greci e via de’ Benci, di notte è sfiatatoio – o vomitatoio, a giudicare da certi residui per terra – per la miseranda movida della zona; di giorno parcheggio (conto oggi nel suo spazio relativamente angusto 45 motorini e 26 automobili). È un vero peccato, considerando anche che nel secolo scorso fu riconosciuta la sua bellezza e la sua portata scenografica, facendone in più occasioni un teatro: nel ’33 vi si aprirono gli spettacoli con la La Strega del Lasca; l’ultima rappresentazione, nel 1973, fu Il potere e la gloria, quasi a fare dell’ironia sui decaduti Peruzzi e sull’attuale disuso.

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4 Risposte to “Le strade di Firenze – LXXIX”


  1. [...] Vanni Santoni – Le strade di Firenze: piazza dei Peruzzi [...]

  2. mark Says:

    non per rompere i coglioni (cioè, sì): ma sti pippì? speriamo che la quiete significhi che ti stai mettendo-sassata sul romanzo… :)


  3. quello che hai detto. sono brutalmente sul pezzo da mesi.

  4. mark Says:

    ci sta, allora: che ci si aspetta mirabilie, noi, eh…


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