Archivio per febbraio, 2010

Arianna

febbraio 27, 2010

Members of the crowd hurled glass bottles, plastic buckets, pizza and other objects at the police line.

Nikita

febbraio 26, 2010

(personaggio precario inviato da mark e lievemente editato)

Finì a far stagne nei parchi, la notte, coi negri;
esausto di se stesso, sconnesso a implorarli di dargliela, Dio,
di dargliela, stava morendo, di dargliela e che lo prendessero
pure per il culo, che gli sputassero in faccia (se era necessario)
domani i soldi ti lascio le chiavi il cellulare quello che vuoi….
Finì a bere Forst davanti al Despar, a chieder spicci ai passanti;
finì che prese i soldi di sua sorella, quelli che si era fatta
lavorando, d’estate; finì che rubò una moto ma lo presero,
che non diede più un bacio, non scrisse più una riga: pronto
a esser scoperto da qualcuno, a faccia in giù sulle piastrelle.

Danilo

febbraio 25, 2010

Gli toccherà prendersi un cane.

Beatrice

febbraio 25, 2010

Guarda passare i merci da due metri o anche meno, al binario; si perde nel loro vento, che la scuote e la fa ridere e le da il batticuore.

Galvano

febbraio 25, 2010

Molteplice, poliedrico, proteiforme e promiscuo; garbato, poi, e galante, manierato e amabile, benché pravo, malizioso, malevolo e finanche efferato (quando c’è, insomma, l’occasione).

Alberto

febbraio 24, 2010

Il cupo orrore del benché minimo sbattimento.

Michela

febbraio 24, 2010

- … E come va col tuo ragazzo?
- È come avere un figliolo, ma bene.

Le strade di Firenze – LXXXIII

febbraio 23, 2010

VIA SANT’EGIDIO (Corriere Fiorentino di domenica 21 febbraio 2010)

Mi trovavo, la sera di un sabato, a percorrere via sant’Egidio, una di quelle vie nelle quali passi mille volte ma di cui non impari mai il nome, destinata ad essere sempre indicata come “parallela di…”, “perpendicolare a…”; ne notavo la caratteristica umidità, e valutavo se il palazzo al numero 16 potesse essere in effetti il più umido di Firenze. Assorto in tali alte considerazioni, mi superarono quattro ragazze e un ragazzo: nonostante il freddo da nono girone c’era dovizia di carni scoperte, e anche il maschio della compagnia non aveva indosso che una t-shirt; in bilico su tacchi, le fanciulle strepitavano in yankee, ma a tratti, tra una risata, un gridolino e un caracollare, alzavano lo sguardo ai muri alti della via, le bocche aperte. Mi chiesi: che penseranno costoro di via sant’Egidio? Per uno che abita a Firenze, poco è più normale di questa strada. La meraviglia di costoro per la Cupola, mi dissi, non può essere dissimile alla mia: son trent’anni che la vedo e ne esco sempre sconcertato. Ma via sant’Egidio? L’unica sua cosa eccezionale è ignota ai piú, ed è il gioco del Sibillone: si svolgeva a palazzo Busini, quello con gli sporti laterali, laddove la via fa forca con via dell’Oriuolo, per

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Giorgio

febbraio 22, 2010

Scopre grazie a OMGfacts che le mele sono in effetti rose, e un cerchio, apertosi a catechismo un pomeriggio tiepido di ventisei anni prima, si chiude.

Liana

febbraio 22, 2010

Mimica da cane, educazione da cuculo, integrità di scolopendra che nel terrario divora la scolopendra.

Pedro

febbraio 21, 2010

(personaggio precario inviato da Ciumeo)

Da un paio di settimane vaga intorno alle chiese con un fiasco in mano, ferma la gente e ripete “Prendete e bevete, in remissione dei vostri peccati”.

Maria

febbraio 20, 2010

Con la debita calma.

Leandro

febbraio 19, 2010

Sogna, a volte, il quadro svedese.

Nadia

febbraio 18, 2010

Perdute le speranze dentro quel mare bruno,
si volta; gli occhi alti a un orizzonte di zanne
sale sulla Renault quattro color sabbia, sorride
di quel cambio a manovella: a manico d´ombrello.

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