Sartre: “Che è, emmedì?”
Huxley: “Mephedrone. È tipo emmedì.”
Sartre: “Mefe..? Da chi l’hai preso?”
Huxley: “Da Jünger. È tranquillo.”
Sartre: “Ma fa?”
Huxley: “Dice che fa.”
Proust: “Io non lo prendo. Ste robe nuove non mi garbano.”
Huxley: “Eri quello che quando arrivò l’emmedi si lamentava che non c’erano più le paste, cioè, io dico: proviamo, poi vediamo…”
Mishima: “Uatari!” [strappa la busta a Huxley con gesto fulmineo e la divora con plastica e tutto]
Sartre: “Vai, l’ha rifatto. Questa volta al pronto soccorso ce lo portate voi.”




dicembre 23, 2010 a 11:03 pm
quando mi facevo di mephedrone mi era spuntata appena la barba, ora che so che fino a poco tempo fa lo vendevano in quasi tutti i negozi di fertilizzanti, son per Proust e il suo attaccamento alle vecchie abitudini…