Sogna un mondo in cui – tra le altre cose – le pizze che portano il nome della pizzeria sono effettivamente spassose e buonissime e vale sempre la pena prenderle.
Archivio per novembre, 2010
Valentina
novembre 8, 2010Antonello
novembre 8, 2010“Sarà poi fija mia?”
(è tanto bassotta)
Leopolda
novembre 6, 2010“… Hanno del resto delle mogli orrende.”
Lorenzo
novembre 5, 2010“Quanto abbiamo sofferto!”
(poco)
Maddalena
novembre 5, 2010Zigomi riempiti, collo riteso, ovale riposizionato e tuttavia una pessima, pessima, pessima figura.
Vauro
novembre 5, 2010Si, ok, che non siamo più giovani l’ho capito. Ma quando è successo?
Andrea
novembre 5, 2010(personaggio precario inviato da parapiglia)
Il cuoricino di cioccolata sulla schiuma del cappuccino non risolverà tutti i tuoi problemi.
Le strade di Firenze – CI
novembre 5, 2010VIA GUELFA (Corriere Fiorentino di domenica 24 ottobre 2010)
Da sempre il nome di via Guelfa mi suscita emozioni profonde e di difficile interpretazione; sarà che ci venivo da ragazzo – qui ebbe la sua prima sede il negozio di giochi Stratagemma – sarà che unisce via Nazionale e via Cavour, primi punti di riferimento chiari nella mia percezione di una Firenze centrata sulla stazione ferroviaria da cui ogni giorno arrivavo, ma via Guelfa da sempre per me rappresenta Firenze, e il suo carattere è imprescindibile da quello della città, e quando ci passo, nonostante la mia fede saldamente ghibellina, inevitabilmente mi si scalda il cuore.
Eppure, mi si dirà, via Guelfa non è in buona salute. Qualcuno tirerà fuori quella parola magica, “degrado”, che tanto piace agli amministratori di ogni colore, e in effetti un elemento di degrado c’è: i finestroni murati di quello stabile, già convento benedettino, convento francescano, manifattura tabacchi, ospizio per sfollati e sfrattati, polo didattico, caserma mai finita,
Nadia
novembre 2, 2010Preferisce che abbiano ragione gli altri.



