Archivio per dicembre, 2010

Eugenio

dicembre 31, 2010

- Mi dovete rispettare! Per tutte le cose che sapevo!

comunicazione di servizio

dicembre 30, 2010

Giovanni Ballerini di Scanner recensisce Gli interessi in comune.

La lunga strada verso Troia – XII

dicembre 25, 2010

Agamennone: “Caravella.”
Aiace: “Vai, lo sapevo. Scartata anche questa.”
Ulisse: “Te l’avevo detto, di fare a cambio con la Pagoda. L’hai voluta tenere, e ora ne paghi le conseguenze.”
Aiace: “Cazzo ero troppo sicuro che la schiava ittita era sulla Caravella. Per la Pagoda ti posso dare la Paradisea o il Lattante.”
Ulisse: “Pfah!”
Aiace: “Cosa ti cambia?! E dai!”
Ulisse: “Mai.”
Agamennone: “Vabè dai, io scopro le altre due senza premio…Allora… Lattante…”
Aiace: “Ma non è possibile!”
Diomede: “Quando sei scarso, sei scarso.”
[Aiace conficca una sarissa nel fianco a Diomede; scoppia una mischia furibonda]

Federico

dicembre 25, 2010

“Chissà cosa direbbe Fichte…”

Simonetta

dicembre 25, 2010

Non va nello scompartimento col negro.

Iacopo

dicembre 24, 2010

È un bel casino,
se lo lasci dire, la poesia
asciugarsi negli ossi come Zanzotto
cercarsi in corpo la linfa di Rimbaud
– e, no, non ce l’avevamo a sedici anni,
sicché poche nostalgie! –
I più furbi magari penseranno
che impazzire basti, tac
e giù una pioggia di Artaud,
Bachmann Campana e Celan
(ah oh madonna ho avuto sculo
mi hanno fatto l’elettroshock prima,
ci potremmo poi scusare, già pensando
che se come poeti eravamo scarsi
ci verrà facile scrivere, poniamo,
un duemilaseicensessantasei)

Sophie

dicembre 21, 2010

- “Midcult” sarà lei!

Emiliano

dicembre 21, 2010

- Com’era ieri?
- Abbastanza bello.
- Fiche ce n’erano?
- C’erano delle fichette.
- Strafiche?
- No, strafiche no. Fichette.
- Ma alcune molto fiche?
- Alcune abbastanza fiche.

Mariane

dicembre 21, 2010

Dieci anni per diventare una ragazza e poi scopri che volevi essere una ragazzina.

Giada

dicembre 20, 2010

- Bisogna foare le cose IN GROANDE o altrimenti sioamo FINITI!

Le strade di Firenze – CVII

dicembre 20, 2010

PIAZZA DELLA CROCE AL TREBBIO (Corriere Fiorentino di domenica 5 dicembre 2010)

Piazza della Croce al Trebbio è un luogo dove infinite volte sono passato e altrettante ho sentito il desiderio di fermarmi, ma ogni volta era impossibile: le auto svicolano incessanti, la gente che dalla zona di piazza della Repubblica si dirige alla stazione inizia proprio qui ad accelerare il passo, cosicché non si può fare a meno di essere catturati dal flusso e lasciarsi ben presto dietro la piazzetta e la sua colonna. Più volte mi sono ripromesso di soffermarmi, la prossima volta che ci fossi passato, e ogni volta ho mancato a tale proposito.
La colonna, sulla cui sommità c’è una croce trilobata protetta da un tettuccio medievale, domina quello che altrimenti sarebbe solo un trivio, o trebbio – sebbene oltre all’incrocio tra via delle Belle Donne e via del Moro di qui si diparta anche via del Trebbio, e tra tutte fanno cinque strade. Si dice che sia stata eretta per celebrare i cavalieri cattolici dell’Ordine di Santa Maria, che qui nel 1244 colsero e sgominarono

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Carlo

dicembre 17, 2010

“Carlo! Come, ‘chi sei?’… so Damiano, ir Pallanti! Ti riòrdi la gita a Vada cor CAI, la foto di gruppo… Eh! Vello che ar momento der ‘cheese’ ti sderenò la milza co’una pedata anfibiata..! Quanto sangue càasti! Eh Carlo, quelli sì eran tempi…”

Mirko

dicembre 17, 2010

“Come, ‘cos’ho fatto alla mano’? Le stimmate… Ah, non te l’avevo detto?”

Vanda

dicembre 17, 2010

Stanchezza mista a odio.

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