– No, padre! La brisura no, vi prego!
Archivio per maggio, 2011
Leopoldo
maggio 29, 2011Piero
maggio 28, 2011– Ciao Flavio.
– Oh, Piero. Fai ancora parte della borghesia?
Liliana
maggio 27, 2011Massaggia i cani da caccia.
Sienna
maggio 17, 2011“Maledetti, vogliono far vedere a tutti che la loro relazione funziona.”
Fabiano
maggio 17, 2011– … E insomma eravamo io, il Casprini, bin Laden, George Harrison e un’autostoppista mazateca che avevamo preso su all’altezza di Vladivostok…
– Ma il Casprini chi?
– Quello di Pontassieve.
– Ah ok.
Alex
maggio 15, 2011– Stia tranquillla, signora, nessuno di noi ragazzi è marxista.
Annette
maggio 15, 2011– E l’ambiente com’è?
– Ostile.
– Tipo che i colleghi non ti salutano?
– Tipo che mi picchiano con degli scettri.
Maicol
maggio 15, 2011(personaggio precario inviato da livefast)
Fa i conti di quanto avrà speso in droghe nei suoi dieci anni di
sperimentazione militante. Gli viene una cifra decisamente troppo
bassa per bullarsene nelle coversazioni al bar, così decide di
aggiungerci uno zero.
Laura
maggio 6, 2011“Vorrà dire che me lo riprenderò con la sola forza della mia insistenza!”
Salvador
maggio 5, 2011“Vedi, mio giovane amico,” disse allora il Maestro, “la saggezza non è saper vedere il cielo stellato, ma saperlo vedere senza far cadere il bacile che tieni sul capo.”
Fu allora che Salvador gli fracassò la bottiglia di Cuervo in quella sua testaccia butterata.
Carlo
maggio 5, 2011(personaggio precario inviato da mark ed editato)
e io tipo sai, sei bellissima
quando vendi gelati alle ombre
e tu allungata sul divano,
annoiata, la tua voce una nube
di gioia contusa, tu tipo
raccontami cosa scrivi
e io capolavori supremi
della letteratura impotente,
per questo voglio vendere
magliette orfiche alla morte
della sera, con te. ti piace l’idea?
e tu, gli occhi socchiusi, ok,
ma sopra che ci scriviamo?
e io boh il nome dell’acqua,
dizionari di mosche, l’amore
degli alberi, la stella della carne
amara, le tue gambe, o il cuore,
che dici? E tu, un topolino
di luce negli occhi, tu tipo
sì mi va, così quando
apriranno le porte del vento
non ci saranno balzi o tremiti,
ma solo noi, senza te o io,
nel ronzio della notte, no?
e io, tipo, più o meno, per
questo, protetto dall’assenza,
voglio scivolare i lividi
gli strati i mari nel profondo
di te, fino a isolare il nulla,
l’isola, lo spazio per il seme,
il profumo dei fiori, la pelle.



