Camillo
Maggio 13, 2008PIAZZA TASSO - “Ma si, dai, il mio lavoro in fin dei conti è uccellare i gonzi.”
Silenzio. Camillo che si versa un altro bicchiere di bianco, sperando che qualcuno cominci un’altra conversazione.
un blog di vanni santoni
PIAZZA TASSO - “Ma si, dai, il mio lavoro in fin dei conti è uccellare i gonzi.”
Silenzio. Camillo che si versa un altro bicchiere di bianco, sperando che qualcuno cominci un’altra conversazione.
VIA PANICALE (Corriere Fiorentino di domenica 12 aprile 2008)
Mi chiamo Remigio, ho cinquantadue anni e sono ateo da quaranta. O meglio, tale mi professavo fin da quando, dodicenne, trovai più attraenti i biliardi del circolo rispetto alle navate della chiesa. A quei tempi vivevo a Firenze sud, e sognavo di andare a stare in centro. Ci sono voluti trent´anni e un prepensionamento, ma alla fine l´ho fatto: ora vivo in via Santa Reparata, che é un po´ l´argine vivo di quel processo di trasformazione in corso nel centro. Quando vivi in periferia vedi il centro immutabile come i suoi palazzi, poi ci vai a stare e ti cambia sotto il naso. Qualcuno questo cambiamento lo chiama degrado; certo é che se sposti tutto in periferia e lasci solo le vetrine, qualcosa prima o poi succede. Santa Reparata é l´argine: se vuoi vedere come diventerá non hai che da andare in via Panicale. Io ci vado quasi ogni notte, a mangiare un kebab, che la moglie non ce l´ho piú, ho solo una sorella che mi invita a pranzo la domenica, e di “paninari” fiorentini che abbiano voglia di aprire di notte, non ce n´é uno. Il kebabbaro di via Panicale mi piace anche perché vende la birra: da ateo mal
VIA DEL ROMITINO - Ogni tanto Michele sogna parole che non esistono. Certe volte le scrive, frenetico, al buio. Le ultime sono state “valverare” e “lampronni”. Michele guarda il foglio il giorno dopo, e lo coglie un brivido.
VIA MARTELLI - Se non assomigliasse così tanto al generale Videla, a Marco il sorriso imparato al corso di leadership verrebbe pure benino.
VIA PIETRAPIANA (Corriere Fiorentino di domenica 5 aprile 2008)
Via Pietrapiana potrebbe sembrare una via collocata nel passato. C’è un “centro arredotessile” a caratteri cubitali, e noi non siamo più abituati a vedere scritte così grosse che non facciano capo a nomi di multinazionali o grandi catene; ci sono le poste, con quell’aria burocratica: l’edificio pare importato con un ponte aereo direttamente da Berlino est; in via Martiri del popolo, addirittura, si intravedono un negozio “Ottica foto” e un’insegna “Confezioni”. Tutto è anni ’70, eppure via Pietrapiana è una via contemporanea. Una via che dice molto della Firenze di oggi, tra tante vie che dicono molto della Firenze del ‘500. E non è contemporanea solo perché d’estate, sotto la Loggia del Pesce, apre un baretto coi dj-set (e i mojiti a otto euro): il fulcro – assolutamente involontario – della contemporaneità di via Pietrapiana è la Standa.
La Standa di via Pietrapiana è l’unico vero supermercato del centro.
Nell’unico vero supermercato del centro vanno tutti quelli che in centro ci vivono e non hanno modo di andare altrove. Tutti quelli senza automobile, tutti quelli che non hanno voglia di
VIA MARTELLI - Ok. Le Reebok pump “vintage” possono essere anche belle. Ma mai insieme alla maglietta di Mario Bros.
PIAZZA DEL CARMINE - “Per carità, la mia vita mi piace, ma se dovessi uscire per locali invece che lavorare, dovrei passare dall’EN allo Xanax. O al Serenase, forse.”
VIA RICASOLI (Corriere Fiorentino di domenica 27 aprile 2008)
Via Ricasoli è forse la strada dove il visitatore occasionale di Firenze trascorre più tempo: in coda, per entrare alla Galleria dell’Accademia e vedere il David. Nessuno ricorda granché di una via in cui è stato solo in coda. In via Ricasoli si aspetta. Nessuno si preoccupa di indagarne il nome, di scoprire che lo prende dai baroni Ricasoli da Brolio, il più celebre dei quali fu quel Bettino Ricasoli che non si tolse il cappello di fronte al Granduca Leopoldo II, e qualche anno più tardi fu il secondo presidente del consiglio del regno, dopo il Cavour. Nessuno esplora via Ricasoli, nessuno la gode. Si arriva, ci si mette in fila, si punta lo stretto accesso alla Galleria e la sua bacheca nera degli orari, fatta con i caratteri di plastica a incastro. Al massimo, dopo, si va nel negozio dove vendono la riproduzione del David – originale, nel senso: “originale del Giannelli” – oppure si ripiega per quella, più economica in quanto cinese,
STAZIONE DI ROVEZZANO - Diciannove anni; occhi neri, sottili; castana. Gemma ride poco e piange quasi mai. Apprezza la gentilezza ma odia la cordialità.
VIA DEI NERI - Un gruppo di ragazzi in gita scolastica fa casino sotto la finestra di Errico. Quello lascia cadere un libro dalla finestra, come a scacciarli. Sente il ciac del libro, discorsi, risate, poi silenzio. Errico si sporge. Ha funzionato, ma nessuno si è preso il libro, che è rimasto lì sul marciapiede. La cosa lo rattrista fino alle lacrime.