Le strade di Firenze – VII

aprile 15, 2008

BORGO PINTI (Corriere Fiorentino di domenica 13 aprile 2008)


A lo spedale a Pinti ha’riparare
e già mi par vedere stare a desco
ed in terzo, Alighier co’la farsata.
(Forese Donati)

Dovendo parlare di Borgo Pinti, verrebbe difficile partire dalla storia. Lo spedale nel quale Forese Donati voleva collocare per scherzo Dante non esiste più, al suo posto c’è la chiesa di S.Maria Maddalena dei Pazzi; porta a Pinti, costruita quando il borgo venne incluso nella più recente cerchia di mura, non esiste più. Di Borgo Pinti si sa che esiste da prima del 1100 e che si chiamava Borgo Fulceraco, ma la sua storia è oscura in più punti.
A chi si trovasse a dover parlare di questa via, allora, verrebbe allora naturale percorrerla in tutta la sua singolare lunghezza, e provare a raccontarne il presente.


Questo nostro narratore direbbe forse che Borgo Pinti è un ponte: la strada scavalca un Arno immaginario e parallelo, che scorre pressapoco all’altezza di via della Colonna, per unire la Firenze dei viali, che già lascia intendere Campo di Marte, col centro delle chiese e dei ponti veri. Sebbene notissimo, il borgo è poco frequentato. Le presenze sono sempre singole o a coppie, pare che da novecento anni non vi si sia mai visto un assembramento. Come un ponte Borgo Pinti invita ad essere traversato, lungo, stretto e fresco; a differenza di altre vie del “di qua d’Arno,” è ancora vivo: ci sono due botteghe di vestiti vintage, la bottega di un’artigiana e quella di una pittrice, uno spazio mostre, un laboratorio di ceramica e uno di feltro, una sartoria vecchio stile, un negozio di cibo bio; se passa una ragazza stai certo che ha la frangetta. Borgo Pinti è trendy, nel senso buono del termine.
Ma la sopresa vera, quella che riporta Borgo Pinti alla sua dimensione più fiorentina, alla dimensione di strada-della-città-dagli-infiniti-segreti, si ha quando, ormai prossimi al rombo dei Viali, si nota un cancello aperto, si infila la testa per curiosare e si scopre un giardino pubblico che profuma di mentuccia, così, inaspettato, proprio quando ci si è ormai rassegnati all’asfalto. Il Giardino del Borgo, già giardino di Villa Salviati, è un giardino romantico, un tipo di giardino senza geometrie fisse che si fonda sull’idea secondo cui è bello ciò che suscita emozioni e risveglia le passioni sopite. Riaperto dal 2000, il Giardino del Borgo più che di menta, una volta, profumava di catalogno, un gelsomino arrivato in Spagna dal Medio Oriente e prima ancora dall’India, che tale messer Fioretti regalò al Salviati. Passata la sopresa, però, il visitatore si accorgerebbe che il giardino non è tenuto benissimo, le erbacce spuntano qua e là e il suo limite è segnato da un nastro rosso e bianco, da cantiere. Eppure a chi lo scoprisse verrebbe comunque da dire: andateci!
“Perché?” risponderebbe qualcuno.
La risposta è qualche metro più in là, girato l’angolo. Una volta là c’era il Giardino della Gherardesca. C’è ancora, a dire il vero, ma diventerà il parco di un albergo, della catena Four Seasons. La signorina, gentile, avverte che “no, non si può entrare.”

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10 Risposte to “Le strade di Firenze – VII”

  1. ivano Says:

    hai posta.

    Ah, e tra gli ultimi scelgo Caterina.
    ciao.

  2. ndr Says:

    in borgo pinti ho passato del tempo. in un edificio, su in cima, stavano amiche. borgo pinti è un portone, un campanello, delle stanze. una sorpresa.
    bravo vanni.

    ndr

  3. nexus Says:

    bellissimo ritratto di una via sublime
    GRANDE!”

  4. Ugo Innocenti Says:

    Tutte le volte che leggo il nome Borgo Pinti mi rammento quello che mi diceva la mia povera mamma. Lei passo’ i suoi anni di bambina alla fine dell’800 nel collegio delle monache di Borgo Pinti.

  5. g Says:

    (le strade é bellissimo, oggi ho anche preso il corriere)

  6. gino Says:

    è vero Borgo pinti assomiglia un po’ ad un ponte, questa strada lunga stretta e fresca…
    sono stato “costretto” per due anni ad attraversarla da via della Colonna Fino a via sant’Egidio, che bei ricordi …
    e il saluto di quella ragazza, che tutti i giorni incontavo proprio in Borgo pinti non lo scorderò mai!
    Sentii un emozione così forte ed una esplosione di felicità talmente grande che tutt’oggi, nonostante siano passati degli anni, quando penso a quel saluto e alle poche battute che seguirono, ancora rivivo…

  7. davide Says:

    Che bella Borgo Pinti… Ho troppi ricordi legati a quella strada, baci fuggitivi e serate allegre. è vero, forse una delle poche vie fresche in una città che d’estate ribolle.

  8. Anonimo Says:

    borgo pinti è fantastica

  9. francesca Says:

    borgo pinti, sono due anni che non l’ho riattraverso, che darei per tornarci… ma no, non posso c’è il rischio di rivedere lui, già senza vederlo lo penso tutti i giorni (nonostante i due anni)se poi lo rivedo dopo ci sto pure male, un’altra volta…
    che senso ha avuto tutto questo ,perchè me ne sono innamorata se poi non posso sussurrargli neanche una mezza volta ti amo
    uffa!!!
    Sapete che cosa faccio glielo scrivo qui, tanto non sa chi sono :
    FRANCESCO TI AMO


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