Le strade di Firenze – XXVI

ottobre 21, 2008

VIA DE’ TOSINGHI (Corriere Fiorentino di domenica 19 ottobre 2008)

Via de’Tosinghi è la parte centrale di una strada che ha tre facce, e tre nomi. Questa via triplice comincia come via de’Corsi, continua come via de’Tosinghi e finisce come via delle Oche. Delle tre, via de’Tosinghi è la meno suggestiva: collega via Calzaiuoli a via Roma, e questa a via de’Brunelleschi. Si capisce che se sei perpendicolare a due delle vie più famose della città, il tuo destino sarà quello di esser considerata sempre traversa, e via mai. E non c’è solo quello: via de’Corsi va a imbucarsi in quel triangolo composto da via delle Belle donne, via del Moro e via della Spada, zona sapida e ancora fieramente popolare; via delle Oche si intrufola nel piccolo dedalo che separa via del Corso dal Duomo, un reticolo di vie spesso deserte e dalla faccia antica; via dei Tosinghi, al massimo, è uno sfogo per lo struscio, uno sfiatatoio per le masse obnubilate che i sabati e le domeniche affollano i Calzaiuoli e via Roma, senza più nulla dell’atteggiamento che animava una volta lo struscio. Ché – non c’è bisogno di andare troppo indietro nel tempo,

quindici anni bastano – una volta lo struscio – o le vasche, come si diceva in provincia – lo si faceva per vedere la gente, e per farsi vedere; per sperare di incrociar quella figliola che ci garbava, o almeno far due chiacchiere con qualche amico. Oggi no. Si compra e basta: guai a chi tornasse a casa senza un paio di scarpe, un gingillo tecnologico o un cappellino sciccoso per il bimbo. Si compra e si tira dritto; al limite, se c’è troppa gente, o se si scorge di lontano qualcuno che non si vuol salutare (perché per qualche motivo, l’abitudine a incontrarsi è sparita, ma quella a evitarsi è rimasta), si svicola in via de’Tosinghi, larga, ben attrezzata in termini di negozi (perché sfuggire allo struscio è ammissibile, allo shopping no), di caffè (“via, fermiamoci a prendere un caffè da Robiglio!”) e pure di negozianti (qui imperversa, tra gli altri, il Sandro P. di tondelliana memoria). Torna parecchio utile, via de’Tosinghi, anche ai senegalesi, coi loro teli bianchi chiusi a sacco, che quotidianamente giocano al noto (e penoso) rimpiattino coi vigili cittadini.
C’è infine una cosa, in questa via, che non manca mai di sorprendermi. All’angolo con via dei Calzaiuoli, immancabile, col sole e con la pioggia, un venditore ambulante appioppa ai passanti delle sagome – sì, proprio delle sagome di cartone – di Topolino e altri personaggi, che ballano a tempo di musica, sgambettando sul posto. Prodigio della scienza? Non ci vuole una volpe per capire che sono semplicemente appese a un filo di lenza, sospeso tra lo stereo e la borsa del venditore. Eppure, incuranti del tempo che passa, del cambiare delle abitudini della gente, dell’avvento degli I-pod e dei vestiti griffati per bambini, quelle continuano a ballare, affascinando ogni giorno non meno di una ventina di gonzi, segno che l’attitudine da fiera, la voglia di uscire per trovare qualcosa che stupisca, a costo di farsi uccellare, quella non cambierà mai, struscio o non struscio.

Annunci

2 Risposte to “Le strade di Firenze – XXVI”

  1. Anonimo Says:

    Pregnante, preciso.
    Sandro P2 lo conosco!

  2. ma chi lo sa Says:

    mi sa che ho voglia veramente di uscire


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: