Le strade di Firenze – XLVI

marzo 10, 2009

VIA VINEGIA (Corriere Fiorentino di domenica 8 marzo 2009)

Era uno dei primi sabati di marzo, e già la primavera danzava per le strade della città, o almeno in quelle secondarie, lasciate libere dalle orde barbariche del turismo di massa, ed ero ben deciso a trovare la piazza di San Remigio, che sapevo trovarsi in quei quartieri popolareschi che vanno da Palazzo Vecchio a Santa Croce, quartieri di vie strette e intessute tra loro, la più celebre della quale è la pratoliniana Via del Corno.
Era mia intenzione visitare l’antica chiesa di San Remigio (ovvero Remis, il vescovo che battezzò Clodoveo e i suoi Franchi), un luogo poco noto ma ricolmo di storia: al suo posto, in epoca ancor più antica, esisteva un ospizio dove la leggenda dice fosse passato Carlo Magno, e la chiesa stessa ebbe come patroni i Benintendi, gli Alberti, i Bagnesi, i Pepi e gli Alighieri. L’idea era quella di dedicare alla piazza di fronte alla chiesa una puntata di questa stessa rubrica, ma quando infine trovai l’edificio sacro, fu ciò che aveva a lato, più che davanti alla facciata, ad attrarre la mia attenzione.
Trovai per primo il retro della chiesa in via dei Rustici, e poi il suo lato, rigido e incombente, entrando in via Vinegia, alla quale fa da muro per un bel tratto.
E’, via Vinegia, una strada che


ebbe a suo tempo vocazione artigiana e bottegaia, come dimostrano i molti portoni ampi, dalle cornici di pietra a rilievo, di cui è ancora affollata. Restano giusto i portoni, va detto: delle antiche botteghe molte sono chiuse, ed alcune sono oggi, al massimo, magazzini o rimesse, e non c’è traccia del profumo di vino che una volta doveva caratterizzarla. Se qualche zelante lettore di Dante pensò infatti che vi fossero a suo tempo abitanti veneziani, ché il sommo chiama Venezia Vinegia, più probabilmente il nome viene dal fatto che molte di queste botteghe erano mescite di vino: nel più antico documento che la nomina si legge infatti “a dì 13 luglio 1400, Testamento di Lionardo del fu Giovanni Iacopo del popolo di San Remigio, il quale lascia ai frati di Santa Croce una casa nella via di Vinegia, dove si pole vendere il vino…”.
Da via Vinegia si diparte anche via delle Serve smarrite dove, presumibilmente, le serve delle osterie si appartavano coi clienti per alzare un “extra” sul magro salario. E dai tempi delle osterie paiono venire anche i muri, quasi interamente imbrattati di scritte. Muri libro dei popoli, disse qualcuno; bene, in questa via, dove oggi si affittano camere, i muri sono i libri di tutti i popoli, e le scritte a lapis, a pennarello, a spray e a vernice, dialogano tra loro in più lingue, a volte con effetti comici (a un canto d’amore nerudiano – Quiero hacer con tigo lo que la primavera hace con los cerezos – risponde una scritta assai concretamente yankee, I told fuck you bitch, go to hell).
Imbrattata e afflitta da tutti quei portoni chiusi, via Vinegia ispira un po’ di tristezza, ma ha un segreto: basta alzare lo sguardo, oltre la volta incrociata che butta su via dei Leoni, e i palazzi dopo di essa, e, perfettamente allineata con la via, la Torre d’Arnolfo compare quasi fosse un miraggio, e la sua luce bacia e nobilita la strada.

Annunci

3 Risposte to “Le strade di Firenze – XLVI”


  1. Vinegia è effettivamente il nome con cui i toscani medievali e rinascimentali solevano chiamare Venezia (o Vinetia, o Venetia, o Venegia, non badavano a formalismi).

  2. Eulerio Says:

    Negli anni cinquanta, quando ci abitavo io, allora bambino, era la via dei case chiuse


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: