Le strade di Firenze – LXXXI

febbraio 3, 2010

VIA DE’ CONTI (Corriere Fiorentino di domenica 31 gennaio 2010)

Diceva il Papini – vado a memoria – che a Firenze la nobiltà è dove non la vedi. Ora, fermo restando che è anche dove la vedi, via de’ Conti potrebbe essere l’esempio più lampante dell’esempio, a cominciare dal nome (che tuttavia non fa riferimento a dei generici conti, ma alla famiglia Conti di Pisa, di rango ancor più alto, essendo marchesi), fino ai palazzi che, quasi in incognito ospita: oltre a quello dei Conti, già appartenuto ai Malespini, sono qui quelli dei D’Ambra, dei Bardelli, dei Boni, dei Guasconi, degli Aldobrandini, grandi famiglie fiorentine che qui vollero i loro primi veri palazzi, finita l’era delle case-torri. Spiccano tra tutti quello dei d’Ambra, dall’armonico disegno cinquecentesco, e quello dei Guasconi, di gaie forme settecentesche, con festoni e mascheroni sull’attico delle finestre.
Essendo stata a suo tempo il raccordo tra le prime e le seconde mura della città – collegava infatti due postierle, quelle anguste porte d’accesso ai camminamenti interni alle mura stesse – via de’ Conti è oggi, che


le mura non ci sono più, una vera trappola per chi legge la città in base a parametri di percorribilità, di luoghi da raggiungere “prima piuttosto che poi”: mi capitava a volte di prenderla, universitario, entrando da via Ferdinando Zannetti, nella speranza di accorciare il tragitto verso la stazione dei treni, con l’idea di tagliare la curva di via Cerretani, e invece, giunto al palazzo – oggi penosamente scrostato – dei Conti, il cui stemma con la palma e i tre monti ancora domina la strada, mi trovavo sempre a dover rientrare in via dei Cerretani, a sinistra, oppure proseguire a destra fino a piazza Madonna degli Aldobrandini.
A rivederla oggi, è in effetti la piazza la sua entrata naturale: passando tra le bancarelle (a proposito: ma levare di mezzo tutti i banchini di magliette e squallidi souvenir dalla città, e non solo dal fronte di San Lorenzo? Io la butto là.) vi si entra, si supera un orrendo emporio “tutto a 99 cent” (altra cosa da bandire), ma ben presto la via rivela un carattere commerciale d’altri tempi, scoprendo negozi che quasi non si è più abituati a incontrare in centro, almeno di qua d’Arno: uno di strumenti musicali, un altro di ceramiche, uno di carta da parati, resti di un’idea commerciale della città ormai spinta via, cacciata dalle vie principali. Una via quindi nascosta, conservata – risultano appropriati al suo spirito i due negozi di abiti usati, o vintage che dir si voglia – ai due estremi, che sorprende ogni volta, uscendone e buttandosi nella folla di via Cerretani, di quanta poca gente la percorra o la noti: essendo curva e dagli edifici alti la strada è ritrosa ai raggi del sole e anche al mattino risulta buia benché non stretta, e umida, e bisogna davvero imporsi di alzare il capo per notare i palazzi di passata nobiltà che, di fatto, la costituiscono.

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Una Risposta to “Le strade di Firenze – LXXXI”


  1. […] Vanni Santoni – Le strade di Firenze: via de’ Conti […]


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