Paolo

giugno 28, 2010

(personaggio precario inviato da mark ed editato)

Non sa come, ma oggi
fischiano le foglie verdi, le svirgola
di magra morte, è come correre
dalle onde: non si può. Fuma
le canne d’estate, dal balcone
guarda passare le ragazze
e pensa, ora, che rimpiange anche
la merda che gli davano i grebi
alla stazione quando aveva diciott’anni;
pensa ai barboni sulle panche
che lo sbirciavano tetri, alle case di maggio
dove facevano le feste,
quando era ancora un germe
fra i germi delle strade, spiga
nel vento, un fantasma
…col suo segreto coagulato addosso…
Che certe volte, poi, la sera, lo prende
una smania strana
di far serata, come, di andare alla fermata
ad aspettare il bus
like a million times in his youth (ha!);
certe sere chiare una paura
antica gli sbuca nelle ossa, e allora
ci va, alla fermata, e aspetta il bus anche
se c’è scritto che è appena passato,
e quando arriva si siede al finestrino
e guarda le strade pregne
di buio, e dal rancore o
dalla gioia gli si sciolgono le mani.

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4 Risposte to “Paolo”


  1. (tenete d’occhio questo ragazzo)

  2. andrea Says:

    questa è classe

  3. fata* Says:

    questa è poesia,
    mi ha salvata dal lunedì mattina.

  4. Giu' Says:

    Bello! Ricorda un po’ alcuni tuoi, come quello “è stato coi poeti” o un vecchio notturno….


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