Le strade di Firenze – C

ottobre 25, 2010

VIA DEI BRUNELLESCHI (Corriere Fiorentino di domenica 17 ottobre 2010)

Che la zona di piazza della Repubblica sia brutta, è ormai un dato acquisito. Solo i resti di questo o quell’edificio medievale la salvano; per il resto, quella “nuova vita” a cui “l’antico centro della città” fu “restituito da secolare squallore”, tramite l’abbattimento di un intero quartiere, ha il sapore di una faticosa imitazione di Torino o di altra città sabauda, con quella piazza ampia e anonima, e quei portici, così pomposi e grossolani, specie se messi in relazione alle auree proporzioni della città. Gli ambulanti che vendono quelle assurde rotelle-elicottero ai bimbi sono il giusto completamento di tanta borghese pacchianeria.
A dispetto delle considerazioni squisitamente estetiche, però, a me questi portici piacciono. Sarà una lontana affinità con la città di Bologna, che altri e non sabaudi portici sfoggia, sarà il bisogno di sentirsi almeno ogni tanto col capo coperto, ma


non mi dispiace affatto passeggiarvi sotto, sia dal lato di via Pellicceria, col suo mercatino di fiori e piante, e soprattutto da quello di via de’ Brunelleschi, che da ragazzino conoscevo per il “Ricordi”, dove andavo a comprare i dischi, che ho percorso per anni per andare al Gambrinus, al festival di France Cinema, e che tuttora percorro per andare alla mia cara libreria Edison. E non sono l’unico ad apprezzarla: qui sotto si aggregano le uniche due tribù giovanili su cui mi sia capitato di porre l’occhio da questa parte dell’Arno: i “gambrini”, emaciati adolescenti alla moda che giungono qui in motorino al pomeriggio del sabato, e il cui nomignolo viene dal Gambrinus stesso, e gli appassionati di break dance, che sovente piazzano uno stereo sotto al portico e si danno ai loro allenamenti al suono dell’hip hop, incuranti (o fin troppo consapevoli) della gente che si ferma a guardarli.
Non c’è dubbio comunque che il cuore della via sia proprio quel Gambrinus oggi chiuso, le insegne tristemente velate da neri sacchi della spazzatura. Quante volte ho pensato che sarebbe stato bello vederlo rifiorire, tornare ad essere polo d’incontri e attività, anima di un isolato ormai in balia delle marche della moda! Pochi giorni fa ho scoperto che questo mio sogno stava per avverarsi, ma trasformato in una specie di incubo: pare infatti che lo spazio ospiterà un Hard Rock Cafè, uno di quei ristoranti-baraccone americani dediti alla vendita di magliette e allo sfruttamento commerciale di quel che resta dei miti del rock’n’roll. Sicuramente farà pendant con l’orrenda giostra di piazza della Repubblica, ed è certo meglio collocarlo qui, in una strada che il Bargellini definiva “di offensiva, presuntuosa pacchianeria finto-cosmopolita”, che altrove nel centro, ma non posso fare a meno di ricordare che gli spazi del Gambrinus dovrebbero essere destinati ad attività culturali. Ora, di solito l’Hard Rock Cafè sta alla musica come il McDonald’s sta alla gastronomia: vedremo se ne verrà fuori qualcosa di buono o se, semplicemente, Firenze ha perso l’ennesima possibilità di dedicare spazi del centro alla cultura.

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3 Risposte to “Le strade di Firenze – C”


  1. […] This post was mentioned on Twitter by Tweets Firenze, vanni santoni. vanni santoni said: E con questa fanno 100 strade di Firenze. Non poche. http://bit.ly/dCwfyt […]


  2. A proposito. A quando il volume delle strade? Bargellini Santoni, sullo scaffale, t’immagini?!?

  3. srmzgts Says:

    potrebbe arrivare… :) vediamo.


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