Le strade di Firenze – CVI

dicembre 10, 2010

VIA DI VILLAMAGNA (Corriere Fiorentino di domenica 28 novembre 2010)

Quasi un anno fa il Comune mi ha sottratto una bicicletta. Il fattaccio è avvenuto in occasione del Capodanno: il poderoso allestimento del piazzale della Stazione richiedeva lo spostamento di tutte le rastrelliere e con esse le bici. Sul momento avevo creduto che me l’avessero rubata e non me l’ero presa, finché non troppo tempo fa ho scoperto, da un forum di ciclofili infuriati, che le bici le aveva portate via il Comune, che il preavviso, stando ai ciclofili, era stato scarso o nullo, e che se uno avesse rivoluto la propria avrebbe dovuto pure pagare 50 euro (nel mio caso, il doppio del prezzo della bicicletta scassata che mi avevano sottratto) per occupazione del suolo pubblico.
Vista la beffa, e trovandomi oggi nella necessità di avere nuovamente una bicicletta, mi è parso doveroso procurarmene una da un’istituzione almeno sulla carta contrapposta al


Comune medesimo. Sono andato allora in via Villamagna, alla Ciclofficina del Centro Popolare Autogestito Firenze Sud, dove sapevo che si sarebbe svolta un’asta di vecchie carcasse rese alla vita da un gruppetto di versati militanti.
L’asta si svolgeva secondo regole complicatissime e apparentemente prive di senso, con un sistema simile a quello delle “buste” del calciomercato. Era chiaro solo che per sapere se alle mie offerte sarebbe poi corrisposta una bici, avrei dovuto rimanere lì in via Villamagna per tutto il giorno. Irritatissimo, ero tentato di andarmene quando mi è stato offerto, in stile eBay, il “compra subito”.
Con un prezzo più alto della base d’asta, ma pur sempre irrisorio, mi sono quindi aggiudicato una rinnovata carcassa rossa, e la zona in cui mi trovavo mi ha permesso di fare il primo test su strada in una delle poche piste ciclabili degne di questo nome che ci sono a Firenze, quella lunga striscia bordo’ che da via Villamagna corre fino al Lungarno Ferrucci e poi su attraverso i Lungarni Cellini e Serristori, un luogo addirittura popolato di quella fauna da pista ciclabile propria di città come Copenhagen o Amsterdam, signori con casco dotato di lampada, citybike in carbonio, borse tecniche sul portabagagli, ghette catarifrangenti.
Dal parcheggio coi pini all’orizzonte ho pedalato verso il centro, lungo sobri palazzi e giardini pubblici, le foglie gialle dei platani che punteggiavano la striscia porporina della pista. Sono scivolato via, solo poco più lento delle auto che mi filavano accanto senza affrettarsi, oltre le basse aule verdi della materna, oltre l’area per cani, dove in tre si azzuffavano giocosi, e ho capito che è un fiume, via Villamagna, come i fiumi va in un solo senso e senza fretta, ampia e placida, postazioni di pesca le case, difese costiere le torrette di Publiacqua, e dal 19 all‘1 casette basse, case popolari d’altri tempi simili proprio a quelle dei pescatori. Solo in piazza Ravenna il traffico è tornato traffico, la città è tornata città; io ho continuato sul lungarno Ferrucci, ma di fatto quel che stavo facendo era proseguire sull’Arno, di fiume in fiume.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: