Le strade di Firenze – CXII

febbraio 12, 2011

VIA DEL PONTE ALLE RIFFE (Corriere Fiorentino di domenica 23 gennaio 2011)

Il quartiere delle Cure è la mia bestia nera. Essendo in tutta probabilità quello in cui capito più di rado, ogni volta in cui devo andarci mi perdo irrimediabilmente; a volte ho addirittura difficoltà a trovare il quartiere stesso al primo colpo, e di certo non sono assolutamente consapevole di quali siano i suoi confini formali.
L’ultima volta è accaduto ieri: dovevo andare in visita a un amico che vi si è da poco trasferito, e ancora una volta ho perso la strada. Dopo lungo e penoso peregrinare per le vie del quartiere, tra ponticelli e sottopassi, avevo finalmente imboccato la direttrice giusta: avevo addirittura identificato a distanza la placca col nome della via, e mi preparavo finalmente a svoltare in via del Ponte alle Riffe. Già stavo


chiedendomi da cosa potesse aver avuto origine un nome tanto curioso, quando, d’un tratto, dal torrente alla mia destra, si è alzata una forma snella e tuttavia maestosa, grigia.
Un airone cenerino si è librato in aria di fronte ai miei occhi, ha fatto un giro su se stesso ed è volato via, lungo il Mugnone. Un airone, così, a Firenze, un pomeriggio. Il senso è stato di oasi, di quel tipo di natura normalmente del tutto assente in città. Deve essere, mi sono detto, l’acqua relativamente pulita che arriva dal canale già cantato da Boccaccio, e anche il carattere della zona, interamente residenziale: non ci sono manifatture o aziende, addirittura nel tratto propriamente detto “via del Ponte alle Riffe” non c’è neanche un negozio (gli unici due sono nella parte di strada che ha nome via Cirillo), ma soltanto case, tutte dall’apparenza quieta e silenziosa.
Mi sono allora soffermato, prima di raggiungere il mio ospite, sul bordo del torrente, il cui argine ho trovato invaso di rami di pino, probabilmente un resto mai sgomberato della nevicata di fine dicembre, e tra una vecchia che stendeva i panni alle finestre di là dal torrente, il fresco dell’aria umida e la visione dell’airone ancora vivida nei miei occhi, il senso è stato stavolta di pace. Un senso di pace che tuttavia, un tempo, anche quando la zona non era edificata, doveva essere poco usuale: la zona del Ponte alle Riffe fu infatti per vari secoli il luogo dove i funaioli mettevano a stendere, proprio lì, sugli argini del Mugnone, le trecce di canapa che sarebbero poi state usate per produrre spaghi, corde e gomene; un luogo dove, riferisce il Bargellini, “era facile passare dalla disturna al litigio, dalla battuta spiritosa allo scherzo di mano”, e dallo scherzo di mano alla rissa, ovvero alla riffa, il passo, si sa, è breve. Alcune fonti riportano anche dell’esistenza, in questa via, di un antico vinaio, tal Liseno, che probabilmente, con i suoi “gottini”, contribuiva non poco ad accendere (o, a seconda dei casi, sedare) le sopracitate discussioni, e forse anche quella celeberrima baruffa di epoca rinascimentale che lasciò innumerevoli partecipanti contusi, altrettanti gettati nel canale, e diede una volta e per sempre il nome alla strada.

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2 Risposte to “Le strade di Firenze – CXII”

  1. pessima Says:

    Bello.


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