Carlo

maggio 5, 2011

(personaggio precario inviato da mark ed editato)

e io tipo sai, sei bellissima
quando vendi gelati alle ombre
e tu allungata sul divano,
annoiata, la tua voce una nube
di gioia contusa, tu tipo
raccontami cosa scrivi
e io capolavori supremi
della letteratura impotente,
per questo voglio vendere
magliette orfiche alla morte
della sera, con te. ti piace l’idea?
e tu, gli occhi socchiusi, ok,
ma sopra che ci scriviamo?
e io boh il nome dell’acqua,
dizionari di mosche, l’amore
degli alberi, la stella della carne
amara, le tue gambe, o il cuore,
che dici? E tu, un topolino
di luce negli occhi, tu tipo
sì mi va, così quando
apriranno le porte del vento
non ci saranno balzi o tremiti,
ma solo noi, senza te o io,
nel ronzio della notte, no?
e io, tipo, più o meno, per
questo, protetto dall’assenza,
voglio scivolare i lividi
gli strati i mari nel profondo
di te, fino a isolare il nulla,
l’isola, lo spazio per il seme,
il profumo dei fiori, la pelle.

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