Ludovica V. Zarrilli sul Reporter

novembre 12, 2011

Ludovica V. Zarrilli mi intervista a proposito di Se fossi fuoco arderei Firenze, per Il Reporter.

“Se io fossi foco arderei lo mondo”, recitava Cecco Angiolieri nel suo più celebre sonetto. E se fossi Vanni Santoni? Arderei Firenze, non c’è dubbio. E’ appena uscita in libreria la terza fatica letteraria del giovane ma già affermato toscano (montevarchino di nascita e fiorentino di adozione) che ha pubblicato per Laterza “Se fossi fuoco arderei Firenze”, romanzo sì, ma anche un po’ una guida della città, una ripresa a volo d’uccello sui luoghi topici della Florentia del terzo millennio. Un incrocio di personaggi e storie, “23 protagonisti,  24 se contiamo anche la città di Firenze”. Onnipresente, la vera star delle 150 pagine scritte in punta di penna da Santoni è proprio la città. Nelle sue abitudini più liriche e in quelle più becere. Gli studenti, gli americani, i fiorentini – che sono una specie a parte – e i luoghi, che vengono attraversati, tra un racconto e l’altro, seguendo una…

tabella di marcia che non lascia spazio per prendere fiato. “Nove mesi, tanto ci è voluto per scrivere questo romanzo – spiega Vanni -. Un tempo brevissimo per i miei canoni di lavorazione. Ho lavorato a quattro volte la mia velocità ordinaria, ho navigato a vista, ma alla fine spero sia venuto fuori qualcosa di interessante”. “L’idea era quella di costruire un sopra fruibile, composto da una mistura di stili costruito in modo da tessere qualcosa di più complesso – continua Vanni -. Qualcosa che a una seconda o una terza lettura, riveli un’impronta più profonda. Che può essere letta come una spuma senza andare negli abissi, ma può essere, volendo, anche approfondita”. Non un libro di sociologia urbana, tra le pagine si legge una netta supremazia delle persone rispetto allo spazio, i personaggi si susseguono come in una staffetta e ciascuno è legato in qualche modo agli altri, “come se una telecamera si spostasse mano mano dal precedente al successivo, ognuno dei protagonisti è collegato agli altri attraverso una rete di relazioni, come se fossero i nodi all’interno di una rete. Questo consente di leggere il libro partendo da qualsiasi racconto”. In questo senso il libro perde la sua dimensione rettilinea per essere vissuto a tutto tondo, come se fosse un cerchio, dentro il quale entrare da qualsiasi punto. O meglio, dall’inizio di un qualsiasi capitolo. Mai titolo fu più azzeccato. “In realtà era il titolo di lavorazione, ma la direttrice della casa editrice ne è stata così entusiasta che è rimasto quello. Il fuoco di cui si parla è un po’ il fuoco di Prometeo, ma anche quello che si sente bruciare dentro chi vive a Firenze, diviso da un perenne sentimento di amore e odio nei confronti di questa città”.

(link al pdf: Il Reporter)

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Una Risposta to “Ludovica V. Zarrilli sul Reporter”


  1. (qualche post più sotto, ho aggiornato il calendario delle presentazioni con quella palermitana, che avrà luogo già giovedì 17 novembre, presso il Bar Libreria Garibaldi)


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