Posts Tagged ‘sulla strada’

Le strade di Firenze – CXIV

marzo 5, 2011

PIAZZALE DI PORTA ROMANA (Corriere Fiorentino di domenica 6 febbraio 2011)

Prediligendo, per i miei spostamenti, i mezzi pubblici e la bicicletta, ho dovuto trascorrere molti anni a Firenze prima che mi capitasse di imbattermi nel Piazzale di Porta Romana, luogo invece fin troppo ovvio – quando non inevitabile – per chi si sposta in macchina. Lo scoprii un giorno in cui, a causa di uno sciopero, fui costretto mio malgrado a utilizzare l’automobile: perdutomi quasi immediatamente nelle insensatezze del traffico e dei sensi di marcia, dopo lungo vagare mi trovai in quel poderoso svincolo che è oggi il piazzale. Più volte girai intorno alla scultura di Pistoletto senza riuscire a capire dove mi trovassi, e più volte credetti di aver imboccato la via giusta per poi ritrovarmi di nuovo lì. Da quel giorno,

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Le strade di Firenze – CXII

febbraio 12, 2011

VIA DEL PONTE ALLE RIFFE (Corriere Fiorentino di domenica 23 gennaio 2011)

Il quartiere delle Cure è la mia bestia nera. Essendo in tutta probabilità quello in cui capito più di rado, ogni volta in cui devo andarci mi perdo irrimediabilmente; a volte ho addirittura difficoltà a trovare il quartiere stesso al primo colpo, e di certo non sono assolutamente consapevole di quali siano i suoi confini formali.
L’ultima volta è accaduto ieri: dovevo andare in visita a un amico che vi si è da poco trasferito, e ancora una volta ho perso la strada. Dopo lungo e penoso peregrinare per le vie del quartiere, tra ponticelli e sottopassi, avevo finalmente imboccato la direttrice giusta: avevo addirittura identificato a distanza la placca col nome della via, e mi preparavo finalmente a svoltare in via del Ponte alle Riffe. Già stavo

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Le strade di Firenze – CX

gennaio 24, 2011

VIA ROMANA (Corriere Fiorentino di domenica 9 gennaio 2011)

Via Romana, arteria chiave nell’antica mappa cittadina, collegamento tra la porta omonima e il quartiere di Santo Spirito, nonché sede di quella Specola che fu il primo museo scientifico d’Europa, è tuttavia una strada umbratile, poco avvezza alla gloria: non se ne sospetta l’inizio, quasi nascosto tra le vie che si dipartono da piazza san Felice, né del resto il senso di marcia delle auto e degli autobus aiuta a entrarvi.
Quando finalmente la imbuco, noto un brulicare traverso di gente, un continuo attraversarla per passare da una bottega all’altra: l’eco di un tipo di vita cittadina ormai scomparsa, ma che a volte, in Oltrarno, ancora riverbera. La strada è fresca; in estate è più evidente, ma anche adesso lo si nota. Il suo segreto, ben

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Le strade di Firenze – CVIII

gennaio 3, 2011

VIA DEI CIMATORI (Corriere Fiorentino di domenica 12 dicembre 2010)

A volte, girando per la città, mi appunto il nome di questa o quella via per una futura puntata della rubrica. Successivamente trasferisco questi appunti in un foglio che tengo affisso a una parete dello studio, e che costituisce una sorta di “riserva” di strade di cui varrà la pena parlare. Alcuni nomi scompaiono subito; altri rimangono sul foglio per più tempo, vuoi perché l’attualità impone la copertura di altre vie, vuoi perché altre mi saltano all’occhio o vengono suggerite da un lettore. Via dei Cimatori è rimasta su quel foglio per mesi; forse è la più antica tra quelle non cancellate. Il nome suona noto, si capisce subito che è una via del centro, e tuttavia ogni volta che guardavo il foglio, faticavo a localizzarla, a identificarla. Ho controllato su Google maps e ho visto una traversa di via Calzaiuoli, non distante da dove vivo. Allora sono uscito per controllare di persona quale fosse, per ricordarmi perché me la fossi appuntata, quale suo tratto o carattere mi avesse, mesi prima, colpito. Mi ha dunque

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Le strade di Firenze – CVII

dicembre 20, 2010

PIAZZA DELLA CROCE AL TREBBIO (Corriere Fiorentino di domenica 5 dicembre 2010)

Piazza della Croce al Trebbio è un luogo dove infinite volte sono passato e altrettante ho sentito il desiderio di fermarmi, ma ogni volta era impossibile: le auto svicolano incessanti, la gente che dalla zona di piazza della Repubblica si dirige alla stazione inizia proprio qui ad accelerare il passo, cosicché non si può fare a meno di essere catturati dal flusso e lasciarsi ben presto dietro la piazzetta e la sua colonna. Più volte mi sono ripromesso di soffermarmi, la prossima volta che ci fossi passato, e ogni volta ho mancato a tale proposito.
La colonna, sulla cui sommità c’è una croce trilobata protetta da un tettuccio medievale, domina quello che altrimenti sarebbe solo un trivio, o trebbio – sebbene oltre all’incrocio tra via delle Belle Donne e via del Moro di qui si diparta anche via del Trebbio, e tra tutte fanno cinque strade. Si dice che sia stata eretta per celebrare i cavalieri cattolici dell’Ordine di Santa Maria, che qui nel 1244 colsero e sgominarono

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Le strade di Firenze – CV

novembre 29, 2010

PIAZZALE DEGLI UFFIZI (Corriere Fiorentino di domenica 21 novembre 2010)

Ricordo bene il mio primo impatto con il piazzale degli Uffizi. Benché alcuni amici mi parlino con nostalgia di un’era mitica in cui alla sera il piazzale era occupato da giovani con vino e chitarre, pronti a coinvolgere la statua del Macchiavelli o quella dell’Orcagna in canti e balli, io sono arrivato a Firenze che l’area era già stata bonificata, e in autunno si presentava quindi come oggi: poche presenze sparse, un freddo pungente e in un angolo il chitarrista (amplificato) a inanellare evergreen.
E infatti quando vi passai nel medesimo freddo una decina di anni fa, il chitarrista – non so se lo stesso o un suo predecessore – intonava gli accordi malinconici di Hotel California. Ora, il fascino dell’artista di strada, il suo stesso fondamento, direi, sta nel fatto di essere una cosa unica, di passaggio, transeunte e quindi del tutto genuina: “che fortuna che abbiamo avuto a beccarlo,” pensa il turista o l’ingenuo appena arrivato, come me allora, che già davo a quella Hotel California cantata nel freddo valenze simboliche o addirittura profetiche.
Solo qualche mese più tardi scoprii che quello è al solito posto ogni sera. Che ha un’autorizzazione. Che è in buona sostanza

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Le strade di Firenze – CIII

novembre 15, 2010

VIA DELLA PERGOLA (Corriere Fiorentino di domenica 7 ottobre 2010)

Di tutte le strade di Firenze, via della Pergola è forse quella col toponimo più forte: la Pergola che le dà il nome non si limita a darlo anche al Teatro, ma abbiamo anche il vicolo della Pergola, il soggiorno la Pergola, la libreria la Pergola (di questa, vittima della moria che ha colpito le librerie del centro, intuisco l’insegna sotto un telo di plastica), il bar la Pergola, la galleria d’arte la Pergola.
Come strada, via della Pergola è un po’ il contraltare di Borgo Pinti: ad esso parallela, come lui silenziosa, ma chiara, diversamente dal borgo che appare sempre buio. La luce viene dalla relativa ampiezza e dalle tinte degli edifici; il silenzio deriva forse dal suo stare tra un ospedale e un teatro; incontro un po’ di brusio solo dove incrocia gli Alfani.
Traversandola, è tutto un fiorire di istituzioni in cui il silenzio la fa da padrone: dipartimenti medici o di storia dell’arte, antichi ospizi, uffici di sovrintendenza. Incontro anche la casa dove Benvenuto Cellini

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Le strade di Firenze – CII

novembre 11, 2010

COSTA DI SAN GIORGIO (Corriere Fiorentino di domenica 31 ottobre 2010)

Qualche giorno fa mi trovavo in Santa Felicita per vedere il Pontormo, ché dopo aver ammirato da vicino i “tondi” degli evangelisti alla mostra del Bronzino non volevo privarmi della Deposizione a cui normalmente fanno cornice. Soddisfatto della visione e uscito in piazza, mi è venuto naturale passare sotto l’arco e giungere nell’attigua piazza dei Rossi. Da lì, sulla destra, mi ha chiamato la costa di San Giorgio: non ricordavo quella stretta via che dalla piazza pare inerpicarsi per pochi metri e invece corre lunga e alta fin sopra Firenze, fino al Forte Belvedere dove il granduca Ferdinando II aveva spostato la famiglia per sfuggire alla peste del 1633, e la curiosità è stata sufficiente a farmi intraprendere la salita, nella sera che intanto scendeva.
Poco dopo aver imboccato la costa ho incrociato un ometto che veniva in città, e sarebbe stata l’unica presenza umana da lì fino alla porta di San Giorgio. Questa mia solitudine ha dato maggior forza al carattere onirico della via: la costa di San Giorgio è infatti uno di quei posti in cui Firenze

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Le strade di Firenze – C

ottobre 25, 2010

VIA DEI BRUNELLESCHI (Corriere Fiorentino di domenica 17 ottobre 2010)

Che la zona di piazza della Repubblica sia brutta, è ormai un dato acquisito. Solo i resti di questo o quell’edificio medievale la salvano; per il resto, quella “nuova vita” a cui “l’antico centro della città” fu “restituito da secolare squallore”, tramite l’abbattimento di un intero quartiere, ha il sapore di una faticosa imitazione di Torino o di altra città sabauda, con quella piazza ampia e anonima, e quei portici, così pomposi e grossolani, specie se messi in relazione alle auree proporzioni della città. Gli ambulanti che vendono quelle assurde rotelle-elicottero ai bimbi sono il giusto completamento di tanta borghese pacchianeria.
A dispetto delle considerazioni squisitamente estetiche, però, a me questi portici piacciono. Sarà una lontana affinità con la città di Bologna, che altri e non sabaudi portici sfoggia, sarà il bisogno di sentirsi almeno ogni tanto col capo coperto, ma

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Le strade di Firenze – XCVIII

ottobre 1, 2010

PONTE VECCHIO (Corriere Fiorentino di domenica 26 settembre 2010)

Turista che arrivi qui da piazza Signoria, attraverso Por Santa Maria o da via Guicciardini, sali sul Ponte, dunque! Ignora le guardie targate Argo, abbraccia l’innamorata e baciala, non siete venuti qui apposta? Nel posto più romantico della romantica Fiorenza?
Romantico il Ponte? Quando piove, magari. Se c’è tempo buono, la sera, nel mezzo e sui bordi le coppie si affollano: c’è un bacio ogni metro, il posto è buono per tutti, sposi novelli, ragazzini tamarri (in segreto lui mette il lucchetto, à la Moccia), gli inglesi seriosi, i coniugi indiani, gli anziani, i due del mugello (un gelato e un giro a Firenze). Romantico il Ponte? Ormai quanto l’usanza del San Valentino, o una commedia americana con Hugh Grant e la Aniston: meno di nulla! Quando passo qui in coppia, ci prende ogni volta una vaga vergogna, procediamo veloci, lo sguardo abbassato; più che l’astio pel turista, innato a Firenze, ci muove il pensiero che imporci il romanticismo così, sia violento, quasi uno

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Le strade di Firenze – XCVI

settembre 16, 2010

VIA PANZANI (Corriere Fiorentino di domenica 12 settembre 2010)

Via Panzani. Pur essendoci passato innumerevoli volte, andando o tornando dalla stazione, non avevo mai realizzato che costituisse un’entità distinta da via de’ Cerretani. C’è voluto un appuntamento quasi mancato (“ci vediamo all’inizio di via Cerretani”) per indurmi alla scoperta: cercando l’inizio di quest’ultima via ho realizzato che tra quel primo tratto che si diparte da piazza San Giovanni, e la sua continuazione, c’è una differenza, certamente di nome, e forse anche di nobiltà, sebbene questa possa essere solo un’impressione derivante dalla pedonalizzazione di piazza del Duomo, che dà respiro anche a via de’ Cerretani, e la fa apparire migliore. Per alcuni storici, il nome di via Panzani, la cui seconda metà si chiamava un tempo via de’Cenni, deriva da quello dei Firidolfi da Panzano, famiglia successivamente nota come Ricasoli, mentre per altri

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Le strade di Firenze – XCV

luglio 20, 2010

VIA DEI TESSITORI (Corriere Fiorentino di domenica 11 luglio 2010)

Quando ho letto che il Renzi voleva cambiare nome a una via del centro, ho pensato “vai, si comincia con le bestialità.” L’idea di cambiare un toponimo del centro storico mi faceva venire i brividi: non sono forse scolpite in quei nomi le antiche mappe commerciali e politiche della città, le sue vicende, la sua storia? Non avevo ben presente quale fosse via dei Tessitori ma, leggendo che stava di là d’Arno, mi figuravo una di quelle vie antiche dalle parti di Santo Spirito, sede di arti d’altri tempi alla quali ora si negava il diritto alla memoria. Dal momento però che è impossibile scrivere una puntata di questa rubrica senza andare sul posto, una sera l’ho cercata sulla mappa e ci sono andato.
Per cominciare, era ben più a ovest di quanto immaginassi, parallela all’ultima tratta di borgo san Frediano. Ho risalito il borgo, ho svoltato su via del Drago d’Oro e ho raggiunto

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Le strade di Firenze – XCIV

giugno 28, 2010

VIA DEI CALZAIUOLI (Corriere Fiorentino di domenica 20 giugno 2010)

Abitandoci vicino, ho sempre provato un sommesso orrore per via dei Calzaiuoli: troppe volte mi è capitato di svegliarmi alla domenica dopo aver fatto le ore piccole, e, trascinatomi fuori alla ricerca di un caffè, trovarmi immediatamente immerso in una folla di persone dagli occhi febbrili, a caccia di oggetti da acquistare. Di questi giorni poi, la via è arricchita da quei curiosi individui che popolano la città durante Pitti, soggetti che paiono un ibrido tra un fotomodello, uno stilista e un DJ senza essere nessuno dei tre, e i miei risvegli domenicali sono anche più duri.
A volte mi capita di valutare se, tra le persone che la affollano, ve ne siano di ignare, gente che magari esce di casa pensando: “vediamo Firenze!”, arriva, e seguendo

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Le strade di Firenze – XCIII

giugno 26, 2010

PIAZZA DELLE PALLOTTOLE (Corriere Fiorentino di domenica 13 giugno 2010)

Così come alcuni dicono che la vista diretta di Dio annichilisca, e che l’uomo ne possa godere solo attraverso il creato, collezione di suoi riflessi e frammenti, così io all’osservare Santa Maria del Fiore, di fronte, da dietro o da sotto il Campanile di Giotto, visioni tutte da vertigine, preferisco assaggiarne lembi e scorci dalle viuzze e dalle piazze circostanti. Piazza delle Pallottole, nella sua metà più recondita (non dove si apre diretta sul Duomo, ma dietro la trattoria), è uno di questi luoghi. Da qui, se ci si colloca al punto giusto, sullo sbocco di via dei Maccheroni, si può scorgere un lembo di Cupola, giallastro nella notte alla luce dei faretti e la meringa del cornicione del Campanile, e godere della bellezza del Duomo senza esserne necessariamente schiacciati. Era forse

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