Le strade di Firenze – LXV

settembre 30, 2009

VIA D’ARDIGLIONE (Corriere Fiorentino di domenica 20 settembre)

Mi trovai a dover raggiungere per la prima volta via d’Ardiglione una sera di primavera del 2006; vi si svolgeva la presentazione di un libro e sapevo solo che la strada era “vicino a piazza del Carmine”. Nessuno dei passanti che incontrai nei dintorni sapeva dove fosse, e alla fine per trovarla mi toccò battere il quartiere strada per strada, come in un rastrellamento; la trovai infine, silenziosa e deserta, entrando da via santa Monica.
Ci torno oggi a colpo sicuro, forte di una pagina stampata da Google maps. Entro da borgo la Stella e la guardo, dritta, perpendicolare al borgo, passare lunga sotto un arco fino a un portone che la chiude.
“La gente mi disgusta” dice un graffito alla mia sinistra, coperto da una vernice troppo fina per nasconderlo. Sei venuto nel posto giusto, verrebbe da rispondergli: in via d’Ardiglione, infatti, alle dodici di un sabato di settembre come in una sera di primavera, non c’è nessuno, solo un artigiano, sulla strada, che dipinge persiane.
La percorro piano, come ad aspettare altra gente. Non incrocio che


una donna con un neonato in braccio. Non ci sono motorini, nessuna auto, solo il silenzio, rotto, a volerci far caso, dal pennellare del tizio. Borgo la Stella, da cui si diparte, è altrettanto silenzioso; trovo giusto un po’ di rumore dal traffico in via santa Monaca, ma quello, pure, è poca cosa.
Superata via santa Monaca supero un arco con madonna (costruito, si dice, in sei ore e mezza in un pomeriggio d’inverno del 1716 da un tale Papi, setaiolo, tra le proteste dei vicini), la nascosta casa di Filippo di Tommaso Lippi, e un cancello, che nasconde un giardino (donato dall’avvocato Nidiaci nel 1954 “per i ragazzi bisognosi d’aria e desiderosi di luce”), un campo da calcetto e un centro giovani (per la cronaca, era lì, quella primavera di tre anni fa, che si svolgeva la presentazione).
Anche da quaggiù la via pare senza sbocco, che la chiusa sia un portone come molti altri a Firenze: marrone, grande, coperto di tag e scarabocchi; resta solo un muro lungo, intonacato, ad accompagnarmi fin lì. Poi, la sorpresa: non finisce al portone, via dell’Ardiglione, ma svolta a 90°, quasi diventa un’altra, ma non cambia nome (prima di prendere il nome dall’ardiglione, che è la barretta delle fibbie, quella che va nel buco delle cinture, si chiamava per l’appunto via della Fibbia, per quest’angolo retto); in quest’ultima tratta trovo un’osteria, dove mi rifocillo. Non m’intendo particolarmente di osterie poiché vado sempre nelle stesse tre o quattro, ma di certo capisco che otto euro per antipasto primo secondo e vino è buona anche come offerta speciale. A ridiscendere, satollo, la via, noto le sue persiane verdi, da strada di paese, e trovo di nuovo silenzio e assenze.

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Una Risposta to “Le strade di Firenze – LXV”

  1. Anonimo Says:

    non conoscerla è peccato


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